L’estate del 2026 ha portato ondate di calore senza precedenti su gran parte del territorio nazionale. Le temperature elevate hanno indotto famiglie, imprese e strutture pubbliche ad attivare sistematicamente i sistemi di raffrescamento, generando una pressione inusuale sulla rete energetica. In questo contesto, il gas naturale si è rivelato il carburante più reattivo, contribuendo a mantenere stabile la fornitura di energia elettrica.
Il nuovo osservatorio Polaris lanciato da Snam durante un convegno tenutosi a Milano, fornisce una panoramica mensile dei flussi energetici del Paese. L’iniziativa, presentata dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi punta a trasformare l’ampia mole di dati disponibili in una conoscenza di sistema allontanando il dibattito dalle semplicistiche polarizzazioni ideologiche.
Domanda di gas a agosto: +15% trainata dal termoelettrico
Il bollettino di Polaris relativo al 31 agosto 2026 evidenzia che il consumo di metano ha registrato un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo balzo è stato trainato soprattutto dal settore termotelettrico che ha visto una crescita del +36% nella produzione di energia elettrica. Le centrali a gas, grazie alla loro capacità di avviamento rapido, hanno così compensato la riduzione delle produzioni idroelettriche, più basse del previsto a causa di scarse precipitazioni.
Impatto del termoelettrico sul mix energetico estivo
Il termoelettrico rappresenta la leva più flessibile per fronteggiare picchi improvvisi di domanda. Durante le ore più torride, la generazione a gas è stata in grado di ridurre il carico sulle reti di trasmissione, evitando blackout e garantendo continuità. Questo ruolo strategico sottolinea l’importanza di mantenere un mix energetico equilibrato dove fonti rinnovabili e non rinnovabili si integrino in maniera sinergica.
Stoccaggi, importazioni e sicurezza dell’approvvigionamento
Oltre al consumo, il rapporto mette in luce la situazione dei serbatoi di stoccaggio nazionali, che al 31 agosto avevano superato l’85% di riempimento. L’obiettivo fissato per la fine di ottobre è raggiungere il 90% una soglia ritenuta cruciale per affrontare con serenità la stagione invernale. Il livello di riempimento, infatti, è più alto di circa 15 punti percentuali rispetto alla media europea, conferendo all’Italia una posizione di primato nella gestione delle scorte di gas.
Ruolo del GNL e diversificazione dei punti d’ingresso
Nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il volume delle importazioni è rimasto stabile. La componente più dinamica proviene dal gas naturale liquefatto (GNL) che ha registrato un aumento del +5% nei mesi primaverili-estivi, consolidando la capacità del Paese di diversificare le proprie fonti. L’Italia conta oggi 10 punti di ingresso del gas: 5 tramite gasdotti collegati a rotte dal Nord-Ovest, Nord-Est, Azerbaigian, Libia e Algeria, e 5 terminali di GNL capaci di ricevere forniture da qualunque parte del globo. Questa rete multicanale è il risultato di scelte strategiche operate dopo la crisi ucraina.
La capacità di adattarsi a condizioni climatiche estreme, senza compromettere la continuità della fornitura, conferma il valore strategico del gas nel percorso verso un sistema più resiliente e competitivo.



