Il ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole a tre grandi opere per il porto di Venezia: il dragaggio del canale Vittorio Emanuele III, quello del canale Malamocco-Marghera e la costruzione di un nuovo terminal passeggeri sul Canale Nord di Marghera. La decisione della commissione Via-Vas rappresenta un passo decisivo per conciliare turismo di lusso e tutela della laguna.
Le tre opere chiave approvate dalla commissione Via-Vas
Il dragaggio del canale Vittorio Emanuele III consentirà di riattivare la storica stazione marittima nel cuore di Venezia, destinandola a navi di lusso più piccole. Grazie al nuovo cold ironing le imbarcazioni potranno attraccare con i motori spenti, riducendo le emissioni in prossimità di San Marco. Parallelamente, il dragaggio del canale Malamocco-Marghera – arteria principale dello scalo – sarà accompagnato dalla realizzazione di 100 ettari di barene e velme per il recupero morfologico della laguna.
Il terminal passeggeri di Marghera
Il nuovo terminal passeggeri previsto sul Canale Nord potrà accogliere navi fino a 300 metri, anch’esse dotate di sistemi di cold ironing finanziati con fondi Pnrr. L’infrastruttura comprende due accosti, un’area per le operazioni di sbarco e la capacità di ripristinare i fondali dei due canali, così da recuperare parte della capacità persa dopo il cambio di assetto del 2021.
Misure di tutela ambientale e monitoraggio
Le condizioni imposte dal procedimento richiedono il riutilizzo dei sedimenti per rinforzare le barene, il controllo della torbidità e un monitoraggio continuo di fondali, moto ondoso, qualità dell’aria e impatti sulla fauna lagunare. Un sistema di monitoraggio trasparente dovrà garantire il rispetto di queste prescrizioni, assicurando che le attività portuali siano compatibili con la delicatezza dell’ecosistema.
Reazioni di istituzioni e associazioni
Davide Calderan, presidente di Venezia Port Community, ha accolto favorevolmente gli interventi, sottolineando che “due accosti al canale nord, un terminal per le operazioni di sbarco e il ripristino dei fondali consentiranno al porto di recuperare parte della capacità crocieristica persa”. Paolo Bonafé, coordinatore dell’Unione di Centro Venezia, ha ribadito la necessità di un modello che coniughi sviluppo economico e tutela della laguna, senza far tornare le grandi navi davanti a San Marco.
L’associazione AmbienteVenezia, invece, ha contestato la tempistica della comunicazione, segnalando che i progetti “aggirano il divieto di transito nella laguna stabilito dal decreto legge n. 45 del 2021” e hanno sottolineato il “rischio di incidenti lungo il canale Malamocco-Marghera a causa dell’esposizione delle grandi navi ai venti dominanti”.



