Nel cuore di Venezia, la zona del Cannaregio è famosa per i suoi locali che propongono lo spritz a prezzi talvolta sorprendentemente bassi. Tra Guglielmo e la Strada Nova, i turisti e i residenti si fermano spesso per gustare un drink a base di Aperol o Campari, spesso accompagnato da un tagliere di stuzzichini. Quando però il prezzo scende a 2,50 euro per una porzione che normalmente costa almeno quattro euro, l’offerta inizia a suscitare sospetti. Le autorità comunali, infatti, hanno avviato controlli più serrati per verificare la regolarità dei prodotti serviti nei bar del quartiere.
Ricarica illegale di Aperol e Campari nella salizzata di San Geremia
Gli agenti della polizia locale, su segnalazione anonima, si sono recati nella notte a una struttura situata nella salizzata San Geremia. L’ispezione ha rivelato che numerose bottiglie di Aperol e Campari erano state riempite fino all’orlo con liquidi di qualità inferiore, mentre i tappi mostravano sigilli evidenti segni di manomissione. Il procedimento di travasare prodotti non di marca dentro confezioni pregiate consente ai gestori di abbattere i costi di acquisto, ma inganna il cliente, che crede di pagare il prodotto originale.
Come è stata individuata la frode
Durante il sopralluogo, gli ispettori hanno confrontato il colore brillante arancione delle bottiglie con quello dei prodotti autentici, notando una lieve differenza di tonalità che ha fatto scattare l’allarme. L’analisi visiva è stata confermata da una verifica fisica del tappo: il contrassegno di Stato era stato staccato e il sigillo era stato sostituito con quello di plastica. Il risultato è stato un sequestro immediato di tutte le bottiglie incriminate, accompagnato da un prelievo per eventuali test chimici.
Prodotti alimentari privi di tracciabilità e condizioni igieniche degradate
Nel medesimo locale, la squadra di controllo ha scoperto anche una grave carenza di documentazione su circa 250 alimenti destinati al consumo. Nessun certificato di provenienza o scheda di tracciabilità era presente, rendendo impossibile verificare l’origine delle materie prime. Oltre a ciò, le condizioni igienico-sanitarie risultavano molto al di sotto della norma: pavimenti sporchi, arredi incrostati, presenza di formiche sui banconi e piastrelle mancanti o rotte in gran parte della zona di servizio.
Quantità sequestrate e sanzioni economiche
Le autorità hanno disposto il ritiro di sette chili di dolci giudicati potenzialmente contaminati, oltre a confiscare le bottiglie di liquori ricaricate. Una multa di due mila euro è stata inflitta al titolare del locale per le violazioni igienico-sanitarie, mentre il sequestro di alcolici e cibo è stato eseguito d’urgenza per tutelare la salute dei consumatori. Il provvedimento è stato sostenuto dall’assessore al Commercio, Sebastiano Costalonga che ha definito il caso un “doppio danno” per la cittadinanza.
Le dichiarazioni dell’assessore al Commercio, Sebastiano Costalonga
In una conferenza stampa l’assessore Costalonga ha ribadito che “travasare prodotti non di marca dentro le bottiglie pregiate taglia i costi ma inganna il cliente”. Ha sottolineato che l’operazione di sequestro dimostra l’impegno dell’amministrazione a difendere la legalità del commercio veneziano e a garantire la genuinità degli aperitivi serviti sia ai turisti sia ai residenti. Il rappresentante ha aggiunto che i controlli non si fermeranno qui: “Sulla salute dei consumatori e sul rispetto delle regole non si fanno sconti”, ha concluso, promettendo ulteriori verifiche nei locali sospetti lungo i percorsi più trafficati della città.



