30 Settembre 2026 ☀ 24°

Fuga di due stranieri dal penitenziario di Venezia, rapiti a Mestre

Una fuga rapida scuote la casa circondariale di Venezia, ma le autorità denunciano gravi criticità di sicurezza.

Fuga di due stranieri dal penitenziario di Venezia, rapiti a Mestre

Questa mattina, due persone detenute sono riuscite a sottrarsi alla custodia del carcere di Santa Maria Maggiore, situato nella laguna di Venezia. Entrambi i soggetti sono identificati come stranieri; il primo è stato bloccato quasi immediatamente, mentre il secondo è riuscito a raggiungere la zona di Mestre, dove le forze di Polizia Penitenziaria lo hanno poi arrestato.

Il SAPPE – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – ha confermato che le modalità impiegate per l’evasione ricordano quelle già documentate in precedenti tentativi all’interno della stessa struttura. La prontezza degli agenti ha permesso di limitare le conseguenze dell’accaduto, impedendo a entrambi i fuggitivi di allontanarsi ulteriormente.

Dettagli dell’evasione e intervento delle forze dell’ordine

Secondo le informazioni fornite dal sindacato, la fuga è avvenuta sfruttando una debolezza già nota nei sistemi di controllo del penitenziario. Il primo dei due è stato intercettato quasi sul posto, evitando così qualsiasi fuga reale. Il secondo, invece, è riuscito a varcare i confini del complesso carcerario per giungere a Mestre, zona metropolitana di Venezia, prima di essere identificato e fermato dalle autorità competenti.

Il ruolo della Polizia Penitenziaria

Il personale della Polizia Penitenziaria ha agito con tempestività, grazie a un coordinamento interno che ha permesso il rapido tracciamento del fuggitivo. Una volta localizzato a Mestre, gli agenti hanno avviato il fermo, confermando la capacità operativa del corpo di fronte a situazioni di emergenza. La prontezza dimostrata ha evitato possibili ripercussioni sul territorio circostante.

Dichiarazioni del SAPPE e allarme sulla sicurezza penitenziaria

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha definito l’evento “l’ennesimo campanello d’allarme”, sottolineando come le carceri del Veneto siano ormai giunte a un livello di criticità tale da richiedere interventi strutturali urgenti. Parallelamente, Giovanni Vona, segretario SAPPE per il Triveneto, ha evidenziato che la rapidità dell’intervento ha contenuto le conseguenze, ma ha richiesto un’indagine approfondita per chiarire le modalità che hanno reso possibile la fuga.

Entrambe le figure hanno rimarcato la necessità di un’analisi accurata dei punti deboli del sistema, invitando l’Amministrazione penitenziaria a identificare le criticità organizzative e strutturali e a implementare misure preventive per evitare il ripetersi di fenomeni analoghi.

Le richieste del SAPPE alle autorità

Il sindacato ha sollecitato le autorità competenti a intraprendere una revisione completa delle procedure di sicurezza del penitenziario di Santa Maria Maggiore e, più in generale, delle strutture carcerarie del Veneto. Tra le proposte avanzate, vi è la necessità di potenziare i sistemi di sorveglianza, rivedere i protocolli di controllo dei movimenti dei detenuti e garantire una formazione continua del personale carcerario.

Il SAPPE ribadisce che solo attraverso interventi strutturali e una gestione più rigorosa delle vulnerabilità si potrà ripristinare la fiducia nella capacità delle istituzioni di garantire la sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Venezia adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 30 Settembre