L’Arsenale di Venezia riapre le sue antiche navate per ospitare, dal 1 al 4 ottobre, la quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano. L’evento, patrocinato dal Comune e dalla Regione Veneto, vede la partecipazione di 163 espositori provenienti da ogni angolo della penisola, pronti a mettere in scena un viaggio tra tradizione, design contemporaneo e innovazione tecnologica.
Inaugurazione istituzionale e protagonisti istituzionali
Il taglio del nastro, officiato dal sindaco di Venezia Simone Venturini, è stato affiancato dalle parole dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci e dal vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo Roberto Bottan. Venturini ha sottolineato come l’artigianato sia il tessuto connettivo della città, capace di dialogare con il futuro mantenendo viva la memoria storica. Bitonci, riferendosi al valore economico del comparto, ha ricordato le più di 500 000 imprese artigiane presenti sul territorio italiano, evidenziando l’importanza della trasmissione generazionale.
Il ruolo dell’Arsenale come laboratorio diffuso
Le storiche Tese di San Cristoforo, delle Nappe e dell’area delle Nappe si trasformano in un ampio laboratorio diffuso dove ogni padiglione testimonia una specifica maestria: dal vetro di Murano al merletto di Burano, dalla lavorazione del legno alle tecniche di restauro navale. Il connex tra architettura storica e opera contemporanea crea un contesto unico, capace di attirare visitatori internazionali e di rafforzare il brand “Made in Italy”.
Il percorso espositivo: numeri, mestieri e demo dal vivo
Il percorso, pensato per guidare il pubblico tra 89 e 100 delle navate, è suddiviso in aree tematiche: espositori, ristorazione, eventi e approfondimenti. Oltre cento appuntamenti di dimostrazioni dal vivo, conferenze e workshop, il Salone offre spazi dove artigiani mostrano la propria abilità con tecniche riservate a pochi addetti ai lavori. I visitatori possono osservare la fusione del bronzo, la tintura dei tessuti pregiati o la modellatura del vetro, vivendo in prima persona il processo creativo che sta dietro a ogni oggetto.
Ritorni e consolidamento della manifestazione
Secondo il direttore commerciale Alberto Bozzo, circa settanta espositori hanno scelto di tornare per un secondo anno consecutivo, segnale di continuità e di alta soddisfazione. Questo dato conferma la capacità del Salone di generare opportunità di business e di networking per le micro-piccole imprese artigiane.
Spotlight: le due artigiane torinesi al centro della scena
Tra i numerosi maestri presenti, spiccano due donne provenienti da Torino: Diletta Forgnone e Federica Riccio. Forgnone, con il progetto “Diletta”, crea gioielli che attraversano il confine tra scultura e accessorio. I suoi pezzi, realizzati in bronzo e finiti in oro, sono concepiti come micro-sculture organiche, il risultato di un percorso formativo che l’ha portata da New York a Tel Aviv fino alla scuola orafa di Firenze.
Fior di Carota: fiori essiccati e metalli pregiati
Federica Riccio, dietro il marchio “Fior di Carota”, combina fiori spontanei raccolti nei prati del Canavese con pietre, metalli e altri materiali ricercati. Ogni composizione nasce dall’osservazione della natura valorizzando l’unicità di forme e colori, e si traduce in orecchini, collane o bracciali che raccontano la bellezza della diversità botanica. Entrambe le designer hanno già ricevuto riconoscimenti internazionali e la loro presenza al Salone arricchisce il dialogo tra tradizione artigianale e sperimentazione contemporanea.
Venezia, con la sua storia marinara e la sua identità culturale, continua a fungere da crocevia dove il passato si fonde con il futuro, grazie alla creatività di maestri e creatori provenienti da tutta Italia.



