2 Ottobre 2026 🌤 21°

163 maestri dell’artigianato italiano in mostra all’Arsenale

Un viaggio tra le antiche botteghe veneziane e le creazioni più contemporanee: l’artigianato italiano in mostra all’Arsenale.

163 maestri dell’artigianato italiano in mostra all’Arsenale

Il taglio del nastro ha segnato l’avvio della quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano che si svolgerà dal 1 al 4 ottobre all’interno delle storiche Tese di San Cristoforo e delle Nappe nell’Arsenale di Venezia. L’evento, promosso dal Comune e dalle istituzioni regionali, trasforma il complesso marittimo in un vero e proprio laboratorio d'arte, dove tradizione e innovazione si incontrano.

Inaugurazione, protagonisti e obiettivi della manifestazione

All’apertura hanno preso la parola il sindaco di Venezia, Simone Venturini, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, e il vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, Roberto Bottan. Il sindaco ha sottolineato che la manifestazione è una valorizzazione del patrimonio artigianale custodito da secoli nella laguna, evidenziando il ruolo dell’Arsenale come crocevia tra passato e futuro. Bitonci ha ricordato che il Veneto conta più di 500 000 imprese artigiane e ha definito il Salone un “ponte” tra la tradizione e le nuove generazioni”.

Nel corso dei quattro giorni parteciperanno 163 espositori provenienti da tutta l’Italia, coprendo un ampio ventaglio di mestieri: dal vetro di Murano al merletto, dalla lavorazione del legno alla cantieristica navale, fino al restauro di opere d’arte. Settanta di questi maestri sono tornati per la terza volta, a testimonianza della solidità e della crescita dell’evento.

Il contributo dell’Associazione dei Giovani Artigiani

Un focus particolare è riservato ai giovani: workshop, dimostrazioni in diretta e momenti di confronto sono stati pensati per favorire il passaggio generazionale e incoraggiare nuovi talenti a considerare l’artigianato come percorso professionale.

Programma, dimostrazioni e itinerario per i visitatori

Il Salone offre più di cento appuntamenti, tra cui dimostrazioni dal vivo, presentazioni e tavole rotonde. I punti di ristoro includono il bar della tesa 105 (9:30-19:30) e il ristorante della tesa 94 (12:30-19:30). Non è previsto il servizio di guardaroba, perciò è consigliato arrivare leggeri.

Per raggiungere l’Arsenale, la fermata più comoda è Actv Bacini-Arsenale Nord collegata con le linee 4.1, 4.2, 5.1 e 5.2. Chi parte da Piazzale Roma può usufruire della linea speciale “SA”, con corse ogni 30 minuti dalle 8:10 alle 19:10. Una navetta gratuita collega il Giardino delle Vergini con l’Arsenale dalle 10:00 alle 17:40, ideale per chi vuole unire la visita al Salone con la Biennale.

Gli orari d'apertura sono dalle 10:00 alle 19:00, con ingresso ultimo alle 18:30; il sabato 3 ottobre l’apertura è prorogata fino alle 20:00. Il percorso consigliato parte dalla tesa 105, attraversa le esposizioni distribuite tra le tese 89-100, prevede una pausa alla tesa 94 e termina nella tesa 113, dove opera il progetto “I Mestieri dell’Arte” della Fondazione Musei Civici di Venezia.

L’arte orafa abruzzese di Giuliano Montaldi

Tra gli espositori di spicco spicca la maison Montaldi Gioielli di Avezzano, rappresentata dal Maestro orefice Giuliano Montaldi, Cavaliere del Lavoro. La sua collezione, realizzata in argento 925, nasce dalla collaborazione con ARTEPARCO il progetto che porta arte contemporanea nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le creazioni includono charms, ciondoli e spille che reinterpretano installazioni site-specific, come la spilla dedicata a Santa Rosalia di Hilario Isola (2026).

Il 1° ottobre, alle 16:00, si terrà il talk “Le forme di ARTEPARCO” nella Sala Torre di Porta Nuova, con la partecipazione di Montaldi, del fondatore Paride Vitale e della giornalista Annalia Venezia. L’incontro metterà in luce il legame tra alta oreficeria e patrimonio naturalistico UNESCO dimostrando come l’artigianato possa diventare veicolo di memoria e tutela dei luoghi.

Con la presenza di Montaldi, l’edizione 2026 celebra anche l’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura, rafforzando il legame tra territorio, creatività e eccellenza artigianale.

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