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Venezia nel caos: velocità, ricorsi e il futuro dei controlli nautici

Un tragico naufragio a Venezia riaccende il dibattito su velocità, ricorsi e potere delle lobby nella laguna.

Venezia nel caos: velocità, ricorsi e il futuro dei controlli nautici

All’alba del 12 settembre due giovani hanno perso la vita in un incidente nautico nella laguna di Venezia. L’evento ha sollevato una serie di domande su come gestire la velocità delle imbarcazioni, su chi detiene realmente l’autorità sul traffico acquatico e su quali strumenti normativi possano realmente frenare gli eccessi.

L’incidente che ha scosso la laguna

Il naufragio è avvenuto in una delle zone più trafficate del canale di Tessera, definita da molti “l’autostrada della laguna”. Un taxi nautico con la prua quasi sospesa sopra l’acqua ha colpito un barchino, trascinandovi a bordo i due giovani vittime. Il comandante della polizia locale, Marco Agostini, ha mostrato durante la stampa le mappe della laguna, evidenziando come la sorveglianza sia suddivisa fra Polizia Locale, Carabinieri, Capitaneria di porto e le autorità aeroportuali.

Responsabilità e limiti di velocità

Secondo la normativa vigente, esistono dei limiti di velocità ben definiti, ma spesso non sono chiari per chi non è esperto di navigazione. Agostini ha ricordato una riunione con il prefetto, dove un rappresentante dei taxi ha dichiarato apertamente di operare “in perdita” se rispettasse i limiti, a causa del costo del diesel. Una testimonianza che rende evidente il conflitto tra esigenze economiche e sicurezza pubblica.

Le liti tra taxi, lobby e le norme di velocità

Il comandante ha rivelato di aver ricevuto 28 denunce da parte dell’associazione AltVelox, che difende gli interessi dei taxi nautici. Tutti i procedimenti sono stati archiviati dal procuratore Roberto Terzo, ma la questione non è chiusa. Il vero boom di contestazioni proviene dal barcavelox il nuovo dispositivo di rilevazione della velocità in acqua, per il quale sono stati presentati 920 ricorsi da parte dei tassisti.

Procedura di omologazione

Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato che il SISA ovvero il barcavelox, è vicino alla bollinatura ufficiale. Un parere della Comunità Europea è stato ricevuto il 26 settembre; i 90 giorni di validità scadono il 15 dicembre, mentre la scadenza per l’omologazione è fissata al 13 dicembre. In caso di ritardo, il sistema potrebbe essere sospeso per 48 ore.

Il futuro dei controlli: barcavelox e fermo amministrativo

Agostini propone il fermo amministrativo come strumento incisivo: una sospensione di una settimana per le imbarcazioni che superano i limiti, con una perdita economica di circa 7 mila euro per ogni giorno di fermo durante gli eventi più affollati, come la Mostra del Cinema. Inoltre, il Comune sta testando un simulatore di guida da portare nelle scuole, per insegnare ai giovani le regole della navigazione nella laguna.

Impatto delle lobby

Il comandante descrive la laguna come un “far West” dominato da lobby potenti: dei gruppi economici che influiscono sulle decisioni amministrative, creando una sorta di anarchia regolamentare. Non è però il solo responsabile; gli stessi taxi, per necessità di guadagno, spingono i motori al massimo, creando un circolo vizioso dove sicurezza e profitto si scontrano.

Le decisioni future, tra l’adozione del barcavelox e l’applicazione di misure amministrative più dure, saranno cruciali per evitare ulteriori tragedie.

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