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Allarme sicurezza nelle Mercerie: borseggi e violenze contro i negozi

I negozi della zona Mercerie registrano quotidianamente furti, minacce e violenze contro i dipendenti, creando un clima di allerta permanente.

Allarme sicurezza nelle Mercerie: borseggi e violenze contro i negozi

Nel cuore di Venezia, tra l’orologio di San Marco e il ponte di Rialto, la vita dei commercianti si svolge sotto un continuo stato di allerta. Le Mercerie una delle strade più trafficate della città, sono diventate il palco di furti, minacce di morte, sputi, appostamenti e aggressioni physiche. La situazione è talmente radicata che i rivenditori la descrivono come una norma quotidiana non più un’eccezione.

Furti e minacce costanti nella zona Mercerie

Chi attraversa i negozi di lusso e le botteghe artigiane testimonia che i ladri operano con una precisione quasi programmata. Gli addetti alle vendite raccontano di scaffali riempiti di clienti, per poi vedere il locale vuoto pochi minuti dopo: “È pieno, siamo invasi, ma cinque minuti dopo siamo di nuovo liberi”. I turisti, sebbene riusciscano a stringere i propri effetti personali, non hanno la stessa possibilità di nascondersi; i commercianti, al contrario, sono riconoscibili e non possono semplicemente scomparire. Borseggi e rapine sono all’ordine del giorno, ma la violenza si è evoluta includendo minacce di mortesputi e aggressioni fisiche contro il personale.

Violenza mirata contro le commesse dei negozi di lusso

Le testimonianze più inquietanti provengono da donne che lavorano in boutique di marchi internazionali, in particolare nelle vie di Vallaresso e della Marzaria del Capitello. Una commessa ha raccontato di aver tentato di avvertire un gruppo di turisti in procinto di essere derubati: “Sono stata accerchiata, minacciata e infine sputata addosso”. Dopo aver cercato di rientrare nel negozio, le hanno fatto cadere con uno sgambetto, evidenziando come gli aggressori attendano il momento giusto per colpire. Un altro dipendente riferisce di gesti minacciosi quali “il taglio della gola” e insulti verbali, con l’obiettivo di intimidire chiunque tenti di intervenire. Aguzzare la paura è diventato parte della strategia dei ladri, che non esitano a utilizzare la violenza per allontanare eventuali testimoni.

Strategie dei ladri e la debolezza delle misure di sicurezza

Molti dei negozi più costosi della zona Marciana hanno assunto guardie del corpo, ma i ladri hanno imparato a memoria i turni di questi bodyguard. “Stanno a osservare quando il nostro addetto al sicuro esce per pranzo o termina il turno e approfittano dei momenti di minore vigilanza”, afferma una commessa di un negozio nella Marzaria del Capitello. Il risultato è una serie di rapine rapide: in pochi minuti, alcune boutique hanno subito dieci furti, con un danno economico di diverse centinaia di euro per ogni colpo. I ladri non si limitano al furto di merce; pedinano le clienti, individuano chi paga in contanti e, talvolta, sfruttano la folla per compiere i colpi, rendendo inefficace anche la presenza di personale di sicurezza.

Le tensioni sono evidenti anche tra i commercianti stessi. Un venditore dell’area di San Marco ha dichiarato di essere stato minacciato di denuncia da un gruppo di ladri dopo aver intercettato un furto a un turista: “Mi hanno seguito, hanno promesso di denunciare, ma alla fine non avevano documenti, quindi la storia è finita in caserma”. Questo episodio dimostra come i criminali cerchino di intimidire non solo le vittime, ma anche chi tenta di difenderle, usando il timore di procedimenti legali come ulteriore arma.

Le forze di sicurezza locali sembrano incapaci di contrastare efficacemente queste attività, lasciando i commercianti senza vie d’uscita e costretti a fronteggiare una realtà che, giorno dopo giorno, erode sia l’economia che la percezione di sicurezza della città.

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