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Spettacolo gratuito su Tina Merlin e il Vajont a Pieve del Grappa

Pieve del Grappa ospita un reading gratuito su Tina Merlin e il Vajont, ricordando le vittime e l’impegno civico

Spettacolo gratuito su Tina Merlin e il Vajont a Pieve del Grappa

Il Comune di Pieve del Grappa in collaborazione con l’Istituto Filippin e Grammofono edizioni ha annunciato l’avvio della stagione teatrale con un appuntamento dal forte valore civile. Il reading teatrale è previsto per venerdì 9 ottobre alle ore 20:30 nello Spazio Teatro sito in Via Cardinal La Fontaine 2. L’evento, interamente gratuito, vuole dare voce a una delle pagine più dolorose della storia italiana, la tragedia del Vajont e farla rivivere attraverso la figura di Tina Merlin.

Il 9 ottobre segna l’anniversario della frana del 9 ottobre 1963, che nelle sue acque scure portò via quasi duemila vite. In questa data il Comune intende non solo ricordare il disastro, ma anche rendere omaggio ai sette componenti della famiglia Basso Solari originari di Fietta e Crespano, che rimasero vittime della stessa catastrofe. Il reading rappresenta così un ponte tra passato e presente, collegando la tragedia con l’attuale impegno per la tutela del territorio.

Dettagli del reading teatrale

Lo spettacolo, ideato e interpretato da Stefania Carlesso si svolgerà in un contesto intimo, favorendo l’ascolto attento dei testi e la partecipazione emotiva del pubblico. L’ingresso è libero, permettendo a chiunque sia interessato di avvicinarsi alla memoria collettiva senza barriere economiche. La collaborazione tra il Comune, l’Istituto Filippin e Grammofono edizioni ha reso possibile la realizzazione di un evento culturale che supera il semplice intrattenimento, trasformandosi in una lezione di civiltà e responsabilità.

Durante la serata, Carlesso presenterà brani tratti dagli articoli di Merlin, intercalati da momenti di riflessione guidati dal regista del progetto. L’intervento vuole ricreare il clima di allarme che la giornalista aveva cercato di trasmettere agli abitanti della valle, evidenziando come le parole, seppur potenti, talvolta restino inascoltate di fronte a decisioni politiche e ingegneristiche.

Tina Merlin: giornalista, partigiana e voce di avvertimento

Nata a Trichiana il 19 agosto 1926, Tina Merlin si affermò presto come figura di spicco nel panorama giornalistico locale. Proveniente da una famiglia di contadini, durante la Resistenza assunse il ruolo di staffetta partigiana, esperienza che forgiò il suo impegno civile. Successivamente, dedicò la propria vita alla difesa delle comunità montane, scrivendo con determinazione sui problemi ambientali e sociali che affliggevano la zona.

Nel periodo antecedente il disastro del Vajont, Merlin pubblicò una serie di articoli in cui denunciava le vulnerabilità della diga e i rischi di una frana di massa. Nonostante le sue segnalazioni, le autorità ignorarono i suoi avvertimenti, una tragica decisione che culminò nella catastrofe del 1963. La sua storia personale, intrecciata con la lotta per i diritti delle donne – celebra­ta quest’anno per gli 80 anni dal voto femminile in Italia – diventa un simbolo di resilienza e di denuncia contro l’inerzia istituzionale.

Il Vajont ricordato: 80 anni di voto femminile e memoria collettiva

La tragedia del Vajont rimane uno dei capitoli più bui della storia italiana: la frana che travolse la valle causò la morte di quasi duemila persone, lasciando una ferita indelebile nella memoria delle comunità. Il ricordo di quel giorno è oggi un monito per la gestione responsabile delle risorse naturali e per l’importanza di ascoltare le voci critiche della società civile.

Le vittime della famiglia Basso Solari

Tra le numerose vite stroncate dalla frana, settanta membri della famiglia Basso Solari persero la vita, provenienti da piccoli centri come Fietta e Crespano. La loro perdita è stata inserita nel programma del reading per sottolineare il legame profondo tra territorio, identità familiare e tragedia collettiva. Ricordare questi nomi significa ristabilire una connessione umana che molte volte viene dimenticata nella narrazione più ampia degli eventi.

Il teatro, in questa occasione, si assume la funzione di custode della memoria collettiva facendo rivivere le testimonianze di chi aveva tentato di avvertire prima della catastrofe. L’iniziativa dimostra come l’arte possa contribuire alla coscienza civile, stimolando un valore civico che vada oltre la semplice commemorazione e si traduca in impegno concreto per la tutela del territorio e dei diritti delle future generazioni.

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