7 Ottobre 2026 ☁ 20° Allerta gialla · pioggia · fino 9 Ottobre 01:59

Cicerone querele Spiraglio, Azione Studentesca mostra slogan fascista

Intimidazioni a Imperia, querela per diffamazione, e un manifesto fascista a San Donà riaccendono le tensioni tra giovani di destra e sinistra.

Cicerone querele Spiraglio, Azione Studentesca mostra slogan fascista

Negli ultimi mesi la tensione tra i movimenti giovanili di stampo politico è ormai diventata un tema di cronaca nazionale. Da una parte, le organizzazioni di matrice antifascista denunciano intimidazioni e violenze; dall’altra, le realtà legate a Fratelli d’Italia rispondono con azioni legali e con una comunicazione sempre più provocatoria. Due episodi recenti, avvenuti rispettivamente a Imperia e a San Donà, hanno messo in luce la crescente polarizzazione e le accuse incrociate di violenza e propaganda.

Il primo fatto ha coinvolto il collettivo Spiraglio imperiese attivo nella lotta contro il fascismo, e il presidente di Gioventù Nazionale Tommaso Cicerone. Il gruppo antifascista aveva sostenuto di aver subito una minaccia da parte di giovani di destra mentre distribuiva dei volantini. La versione fornita da Spiraglio descriveva un agguato: bodyguards del presidente avrebbero inseguito i volontari, colpendo uno di loro alle spalle. La narrazione, tuttavia, è stata subito contestata.

Versione di Spiraglio Imperiese

Secondo il collettivo, un compagno aveva consegnato un volantino a due ragazzi, tra i quali il responsabile di Azioni Studentesche e il presidente di Gioventù Nazionale a Imperia. Dopo il volantinaggio, i manifestanti si sarebbero allontanati quando, improvvisamente, un gruppo di uomini armati avrebbe dato la caccia a uno dei giovani, aggredendolo alle spalle. Spiraglio ha affermato che l’aggressore si fosse ritirato solo dopo l’intervento dell’assaltato, avvalendosi di una propria “difesa”.

Denuncia e querela di Tommaso Cicerone

Tommaso Cicerone, presidente di Gioventù Nazionale ha respinto le accuse definendole infanganti e ha sporto querela per diffamazione contro l’associazione antifascista e contro la parlamentare Ilaria Salis, che aveva ricondiviso il post per esprimere solidarietà al presunto aggredito. Cicerone ha sottolineato che, al momento dei fatti, non era presente a Imperia e che le minacce erano state percepite da due minorenni, uno dei quali appartenente al proprio movimento.

Versione di Gioventù Nazionale

Gioventù Nazionale ha pubblicato una nota in cui ricostruisce diversamente l’episodio. Secondo il movimento, non vi sarebbe stata alcuna rissa con i propri membri. Due adolescenti – uno affiliato a Gioventù Nazionale e l’altro privo di affiliazioni politiche – avrebbero avvertito una “situazione intimidatoria” perché più di cinque ragazzi di Spiraglio sarebbero stati avvicinati al loro ingresso, persino entrando nell’atrio privato della loro abitazione. I giovani avrebbero cercato rifugio in una gelateria, dove alcuni passanti li avrebbero assistiti. L’associazione sostiene inoltre che il volantino consegnato fosse scritto con una grafica che imitava il ventennio fascista, intensificando la percezione di minaccia.

Il blitz neofascista di Azione Studentesca a San Donà

Nel frattempo, a San Donà, l’organizzazione Azione Studentesca Venezia – braccio giovanile di Gioventù Nazionale – ha affisso un manifesto con il classico slogan fascista “A NOI!” realizzato con caratteri tipografici tipici del regime di Mussolini. Il cartellone, collocato di fronte a un istituto scolastico, riportava la “V” al posto della “U” e la “S” a forma di saetta, richiamando esplicitamente l’estetica del ventennio.

Questo atto è avvenuto poche ore dopo il pestaggio di un giovane studente a Milano da parte di un gruppo affiliato a Blocco Studentesco. Il legame tra Azione Studentesca e le aggressioni violente è stato già evidenziato in precedenti indagini, tra cui l’episodio di Firenze presso il Liceo Michelangiolo, dove i membri del movimento sono stati ripresi da telecamere di sicurezza mentre colpivano un ragazzo. Inoltre, la stessa forza politica ha ricevuto sostegno pubblico da Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione, che nel 2025 aveva partecipato a una sfilata con lo striscione “LA Scuola è nostra”.

Le autorità locali hanno avviato un’indagine per verificare se il manifesto violi le normative contro la propaganda fascista, ma finora non sono state rese dichiarazioni formali. Gli studenti delle scuole coinvolte hanno espresso preoccupazione per la presenza di simboli che, a loro avviso, normalizzano il linguaggio dell’intolleranza e minacciano l’ambiente educativo.

Entrambi i casi – l’accusa di intimidazione a Imperia e il manifestarsi di un cartellone neofascista a San Donà – evidenziano una tendenza preoccupante: la lotta tra fazioni giovanili non si limita più a dibattiti ideologici, ma assume forme di violenza e propaganda che coinvolgono direttamente la vita quotidiana dei giovani e delle loro comunità. Il dibattito pubblico rimane acceso, mentre le istituzioni sono chiamate a garantire che il rispetto dei diritti fondamentali non venga travolto da gesti di provocazione e da azioni legali strumentali.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Venezia adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 7 Ottobre