Il 4 ottobre segna il 17° compleanno del Movimento 5 Stelle, data simbolica che quest’anno è stata sfruttata dal suo fondatore per lanciare un duro attacco al partito. Beppe Grillo, in un post pubblico, ha richiamato i valori originari ispirati a San Francesco e ha accusato il M5S di aver tradito la propria missione, orientandosi verso l’arricchimento personale piuttosto che al servizio dei cittadini.
Il messaggio del garante è stato accompagnato da una denuncia concreta: la cosiddetta “legge poltronificio” approvata in Sardegna nel 2021, che ancora oggi permetterebbe di assegnare consulenze e incarichi pagati con cifre notevoli. Grillo ha evidenziato che, nonostante le critiche dell’allora opposizione, la norma è rimasta in vigore e sarebbe stata sfruttata dalla stessa coalizione di governo.
Il richiamo a San Francesco e la denuncia dei valori traditi
Nel suo scritto, Grillo ha ricordato che l’ispirazione iniziale del movimento era una forza politica radicata nei principi di san Francesco di Assisi focalizzata sul miglioramento della vita dei cittadini attraverso l’etica del servizio. L’autore ha polemizzato sul fatto che, a distanza di quasi due decenni, il partito sembra aver dimenticato questa bussola morale, privilegiando invece interessi personali e remunerativi.
Origini francescane del movimento
Il 4 ottobre 2009, quando nacque il M5S, la sua retorica si fondava sul rifiuto della politica tradizionale e su un impegno a servire la collettività senza perseguire guadagni privati. Grillo ha sostenuto che quella stessa ispirazione è stata tradita, citando la recente situazione sarda come prova tangibile di un allontanamento dagli ideali francescani.
La legge 107/2021 e i contratti da mezzo milione in Sardegna
La legge regionale 107, soprannominata “legge poltronificio” dal centrodestra e dalla coalizione di opposizione all’epoca, consentiva l’attribuzione di incarichi di consulenza a soggetti esterni con compensi particolarmente alti. Grillo ha mostrato sul sito della Regione Sardegna diversi contratti: Jacopo Gasparetti con un compenso lordo di 592.591,41 euro per un periodo di quasi cinque anni, e l’ex senatrice Mariassunta Matrisciano con lo stesso ammontare per 58 mesi.
Esempi di compensi elevati
Altri nominativi includono Luca Caschili che ha percepito 39.691,59 euro per il primo trimestre del 2026, pari a circa 13.230 euro al mese, e Cinzia Pilo che ha incassato 38.435,60 euro in sei mesi. I dati mostrano che tali importi, se confrontati con la retribuzione lorda dei senatori (circa 10.385 euro mensili), risultano in alcuni casi addirittura superiori, facendo sorgere dubbi sulla trasparenza e sull’utilità di tali spese per il bilancio regionale.
Le risposte del Movimento 5 Stelle
Il M5S ha reagito con un breve messaggio di Giuseppe Conte, il quale ha difeso il partito sottolineando la continuità della sua azione a difesa dei “tanti senza voce”. Conte ha ripetuto che le critiche di Grillo sono parte di una consueta campagna di screditamento, ma ha anche ribadito il valore dei principi solidali del movimento.
Nel pomeriggio, la sezione sardegna del M5S ha pubblicato una nota difensiva, definendo gli attacchi di Grillo “piene di informazioni false” e sostenendo che i nominati citati non occupano più cariche dalla data indicata. Alcuni esponenti hanno inoltre accusato Grillo di “rabbia” e di aver voluto minare la credibilità del partito proprio nell’anniversario della sua fondazione.
Il confronto, acceso e ricco di dati, ha evidenziato una frattura interna che coinvolge non solo le figure storiche del movimento ma anche le dinamiche di governo regionale. Resta aperta la domanda su come il M5S concilierà, se mai riuscirà, le proprie radici francescane con le pratiche amministrative attuali.



