Nel cuore di Venezia, proprio in Calle delle Rasse a pochi passi da piazza San Marco, l’hotel Antigo Trovatore è stato al centro di una truffa digitale che ha colpito tra i 2.000 e i 3.000 viaggiatori provenienti da Europa, Canada e altre parti del mondo. Tra il 6 e il 7 ottobre, offerte apparentemente irresistibili – camere a 15-50 euro per notte – sono state pubblicate su Booking attirando una massa di ospiti convinti di aver prenotato una sistemazione economica.
Il meccanismo dell’hackeraggio e il flusso di prenotazioni
Secondo le dichiarazioni del responsabile della reception, Tommaso Smerghetto, le tariffe ridotte sarebbero state il risultato di un hackeraggio della piattaforma di prenotazione. Le prenotazioni, registrate tra il 6 e il 7 ottobre, sono iniziate ad arrivare già dal martedì notte successivo. Nei giorni seguenti, l’albergo ha registrato un afflusso di circa trenta persone all’ora, con picchi fino a 100-150 arrivi simultanei, creando code esterne di lunghezza notevole.
Differenza tra le tariffe online e i prezzi reali
Le offerte online indicavano prezzi tra 15 e 50 euro, mentre la tariffa abituale per la stagione alta (settembre-ottobre) varia da 150 a 300 euro a notte. Alcuni clienti avevano persino pagato 120 euro per tre notti, credendo di aver ottenuto un affare, mentre il costo effettivo per quelle date sarebbe stato intorno ai 300 euro. L’hotel dispone di sole 25 camere, con una capienza massima di 50 ospiti, ben lontana dal numero di prenotazioni falsate.
Le conseguenze per il personale e le misure adottate
Il personale si è trovato letteralmente travolto dalla situazione, dovendo gestire una clientela arrabbiata, spesso arrivata a mezzanotte senza alcuna sistemazione. Oltre allo stress operativo, la direzione ha dovuto interrompere ulteriori prenotazioni sulla piattaforma, ma non è riuscita a cancellare quelle già effettuate perché le conferme sono state anch’esse manipolate. Senza i dati dei clienti, l’albergo non può contattarli direttamente; il compito è rimasto a Booking che per il momento non ha fornito alcun supporto.
Rimborso e azioni legali
Gli ospiti truffati dovrebbero ricevere un rimborso totale sotto forma di voucher da utilizzare su Booking entro dodici mesi. Nel frattempo, l’hotel ha sporto denuncia alla polizia postale per denunciare l’attacco informatico e cercare di risalire ai responsabili. La struttura, chiusa tra dicembre e gennaio e pronta a riaprire per il Carnevale, resta al completo quasi ogni giorno da agosto, il che rende la prospettiva di nuovi arrivi “fantasma” particolarmente preoccupante.
Questo caso evidenzia la vulnerabilità del settore turistico di fronte alle frodi digitali anche una piattaforma di prenotazione di fama internazionale può subire manipolazioni che, in pochi giorni, trasformano una semplice offerta promozionale in un incubo gestionale per un piccolo hotel veneziano.



