Durante la notte di un venerdì, nel limitato arco temporale compreso tra la mezzanotte e le cinque del mattino, una squadra di ladri si è introdotta nella chiesa del cuore Immacolato di Maria situata nel quartiere Altobello di Mestre. L’azione ha provocato un forte turbamento nella comunità parrocchiale, poiché tra i beni sottratti vi erano cinque calici da messa dell’oro, due ostensorii e un piedistallo destinato all’olio battesimale.
Come è avvenuto il furto nella notte di venerdì
Secondo le ricostruzioni del sacerdote della parrocchia, padre Roberto Marongiu i rapinatori hanno sfruttato una terrazza adiacente per accedere alla struttura. Da lì hanno aperto senza forzare la porta della lavanderia, l’unico punto di ingresso rimasto sbloccato, poiché tutte le altre uscite erano chiuse dall’interno. Una volta dentro, si sono diretti immediatamente verso la sagrestia, evitando di toccare gli arredi dell’ufficio del parroco.
Modus operandi dei ladri
I malviventi hanno prelevato i calici, tutti placcati oro ma non massicci, valutati intorno ai mille euro e hanno sottratto anche le chiavi dei tabernacoli. Oltre ai contenitori sacri, sono spariti due ostensorii, utilizzati per esporre l’ostia consacrata, e il piedistallo su cui si posiziona l’olio battesimale. Il furto si è concluso senza danni apparenti agli altri ambienti della chiesa.
Reazioni del parroco e valore affettivo dei beni
Padre Marongiu ha espresso il suo rammarico, affermando che “Con questo gesto i colpevoli non ne verranno fuori arricchiti, anche se riusciranno a mettersi qualche soldo in tasca“. Ha aggiunto che i calici rubati erano particolarmente speciali: il suo risaliva al suo ordinamento nel 1988, regalato dalla madre scomparsa tre anni prima, e quello di padre Enrico aveva lo stesso valore simbolico. Il sacerdote ha descritto il furto come “una pugnalata alle spalle” dopo anni di impegno a servire i più bisognosi.
Il valore emotivo è stato posto al di sopra del costo materiale: “Non è tanto il costo ma il lato affettivo“, ha sottolineato il parroco, rimarcando l’impossibilità di sostituire oggetti così legati alla sua storia personale.
Indagini delle forze dell’ordine e difficoltà della parrocchia
Le autorità locali hanno avviato le indagini, sperando di raccogliere immagini dal parco adiacente che potrebbero aiutare a identificare i responsabili. Il sacerdote ha annunciato la presentazione di una denuncia per impedire la ricettazione del bottino. Tuttavia, la parrocchia non dispone di un sistema di videosorveglianza a causa di risorse finanziarie limitate.
Nel corso dei quattro anni di servizio di padre Marongiu, questo è l’unico episodio di furto davvero riuscito; precedenti tentativi erano stati sventati. Il parroco ha anche menzionato altre tensioni sociali nel quartiere, tra cui problemi di convivenza con alcune comunità straniere, ma ha sottolineato che tali difficoltà non giustificano atti di vandalismo contro luoghi sacri.
Nonostante la perdita, la parrocchia può continuare a celebrare la messa grazie a due calici di riserva. Il sacerdote ha invitato i fedeli a contribuire con donazioni per il recupero degli oggetti sacri, assicurando che “le porte della chiesa resteranno sempre aperte a chi ha a cuore le buone azioni”.



