18 Ottobre 2026 🌤 15°

Protesta studentesca a San Geremia: tende contro affitti da 800 euro

Studenti accampati a San Geremia per denunciare affitti insostenibili

Protesta studentesca a San Geremia: tende contro affitti da 800 euro

Il sabato 17 ottobre 2026, un gruppo di studenti universitari ha deciso di trasformare il cuore pulsante di Venezia, il Campo San Geremia in un accampamento improvvisato. Con alcune tende montate di fronte alla sede della Rai in Palazzo Labia i giovani hanno trascorso la notte all’aperto per attirare l’attenzione su quello che definiscono il caro-affitti che rende impossibile il libero accesso allo studio nella città lagunare.

La scelta di San Geremia non è casuale: il luogo è uno dei punti più traffici della città, attraversato da residenti, turisti e pendolari. Occupandolo, i manifestanti hanno voluto far sentire la loro voce in un contesto dove il flusso di persone garantisce massima visibilità, sperando di coinvolgere sia la cittadinanza che le istituzioni nella discussione sulla crisi abitativa che colpisce gli studenti.

Il campo San Geremia trasformato in accampamento studentesco

Intorno alle 18, i partecipanti hanno allestito una serie di tende di dimensioni variabili, alcune corredate da cartelli che chiedevano una casa non di lusso ma di reale utilità. Tra i manifestanti spiccava la presenza di attivisti dell’UDU Venezia che hanno distribuito volanti e tenuto un breve discorso per spiegare le ragioni del blocco. Un lenzuolo recava lo slogan “La casa non deve essere un lusso”,

La notte in tenda e le ragioni della protesta

Le lamentele dei giovani si concentrano su canoni di locazione che variano tra i 700 e gli 800 euro al mese per una semplice stanza, cifre che definiscono insostenibili per la maggior parte degli iscritti all’università. Questo ostacolo economico, infatti, compromette il diritto allo studio costringendo molti a cercare soluzioni temporanee o a ricorrere a lavori part-time per far fronte alle spese. Il clima di emergenza è stato accentuato dalla presenza di turisti in gran numero, il cui consumo di alloggi a breve termine riduce ulteriormente l’offerta per i residenti.

Impatto sulla città e le ragioni del malcontento

Venezia, nota per la sua attrazione turistica, vive una situazione di forte tensione tra il mercato degli affitti turistici e la necessità di abitazioni per la popolazione locale. Il crescente numero di immobili trasformati in case vacanza ha spinto gli affitti residenziali a livelli record, creando una scarsità critica di soluzioni abitative a prezzi contenuti. Gli studenti in particolare, si trovano a competere con una domanda stagionale che gonfia i prezzi, rendendo difficile anche solo trovare una stanza decente per un semestre.

Fine della permanenza e spostamento al parco Savorgnan

Alle 11 del mattino successivo, i manifestanti hanno smontato le tende per rispettare il termine dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, valida solo fino a metà mattina. La decisione è stata anche influenzata da un evento sportivo in corso: una partita del Venezia richiedeva la liberazione dell’area. Gli studenti si sono quindi spostati al parco Savorgnan dove hanno concluso la loro azione pacifica, continuando a parlare con i media e con i passanti per diffondere il loro messaggio.

La demonstration ha comunque lasciato un segno visibile nella città, ponendo nuovamente al centro del dibattito pubblico la questione della casa dignitosa per chi studia a Venezia. Le richieste avanzate da UDU Venezia e dai giovani coinvolti non si limitano solo a una riduzione dei canoni, ma puntano verso una riforma più ampia del mercato locativo, affinché il diritto allo studio non sia più condizionato da un prezzo proibitivo.

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