Una vasta perturbazione di origine atlantica ha interessato l’Italia tra il 20 e il 21 ottobre 2026, con effetti severi su più fronti: precipitazioni intense, raffiche di vento fino a 50-60 km/h e numerosi fenomeni alluvionali. L’ondata di maltempo ha provocato una vittima a Jesolo, nel Veneziano, dove un albero è caduto su un’auto; si segnalano inoltre interruzioni della viabilità, strutture danneggiate e la sospensione di attività pubbliche in diverse città.
Il Dipartimento della Protezione civile ha aggiornato la scala di rischio emettendo allerte di colore arancione e giallo su molte regioni, mentre le correnti meridionali di Scirocco hanno alimentato celle temporalesche particolarmente violente sui settori tirrenici e del Nord-Ovest. Le autorità locali hanno disposto chiusure preventive e interventi di emergenza per limitare i rischi alla popolazione.
Allerta e provvedimenti nelle regioni più colpite
È stata diramata un’allerta arancione in sei regioni: LiguriaPiemonteVenetoFriuli-Venezia GiuliaLazio e Campania. A livello più ampio è scattata un’allerta gialla in sedici regioni, interessando aree interne e costiere. In numerosi comuni sono state chiuse le scuole e sospese attività pubbliche come mercati, parchi e cimiteri: tra le città che hanno preso queste decisioni figurano NapoliLa Spezia e Anzio. Le amministrazioni hanno motivato i provvedimenti con il rischio di nubifragi e conseguenti allagamenti che possono compromettere la sicurezza di cittadini e studenti.
Impatto sui servizi e indicazioni degli enti
Le criticità non si sono limitate alla chiusura degli spazi pubblici: la circolazione ferroviaria ha subito rallentamenti significativi, in particolare sulla linea tradizionale Roma-Napoli via Formia interrotta tra Sezze Romano e Priverno per danni alla linea. Alcuni Intercity e regionali sono stati deviati via Cassino, con ritardi che in casi estremi hanno raggiunto i 300 minuti. Il Centro Nazionale di Ricerca (CNR) ha segnalato che la perturbazione dovrebbe attenuarsi in serata, spostandosi verso i Balcani, ma nel frattempo la situazione resta fluida e soggetta a nuovi peggioramenti.
Danni localizzati: ospedali, infrastrutture e aree rurali
I danni concreti sono molteplici e distribuiti su territori diversi. A Anzio il nuovo reparto di Terapia intensiva, inaugurato a giugno, è risultato completamente allagato: l’acqua è entrata nei locali fino a provocare infiltrazioni nelle apparecchiature e rischi di cortocircuito. I sindaci di Anzio e Nettuno hanno chiesto la chiusura temporanea del reparto e interventi immediati per mettere in sicurezza pazienti e personale, denunciando che non si tratta della prima volta che il reparto subisce allagamenti.
Nel Crotonese la situazione è critica lungo la viabilità provinciale: la strada SP30 che collega la SS107 al comune di Belvedere Spinello ha subito l’apertura di una voragine che ha compromesso gran parte della carreggiata. Nelle località Polligrone e Barretta sono stati sommersi da acqua serre agricole, uliveti e capannoni, con conseguenze significative per l’economia rurale locale. Sul posto stanno operando carabinieri, vigili del fuoco e volontari della protezione civile, mentre la Provincia di Crotone ha imposto la chiusura totale del tratto interessato.
Eventi su isole e coste: Elba, Nuorese e Toscana
Sull’Isola d’Elba il maltempo ha provocato danni alle spiagge e alla viabilità comunale, con interventi dei tecnici per il cedimento di argini e frane. In Sardegna una violenta bomba d’acqua ha colpito il Nuorese (comuni di SiniscolaPosada e Orosei), determinando allagamenti stradali e l’evacuazione di alcune abitazioni a piano terra. In Toscana, lungo la costa e nell’entroterra, si registrano smottamenti e alberi caduti, tra cui un episodio a Pisa dove un albero è precipitato su un’auto nella piazza San Silvestro.
Le correnti meridionali, in particolare lo Scirocco hanno alimentato il sistema perturbato con raffiche attese fino a 50-60 km/h in Liguria, Toscana, Lazio e sulle isole maggiori. Un minimo barico in approfondimento sul Mar Ligure ha accentuato l’afflusso di aria umida, favorendo celle temporalesche capaci di generare grandinate e fulminazioni molto frequenti.
Tra le conseguenze organizzative, la 39ª Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, in corso a Imperia, ha dovuto chiudere i lavori in anticipo: l’evento aveva raccolto oltre 400 partecipanti. Le autorità regionali e locali mantengono monitoraggio costante e raccomandano alla popolazione massima prudenza fino al completo miglioramento delle condizioni meteorologiche.



