Il 18 ottobre una operatrice socio-sanitaria di nome Rodica Gram, 56 anni, è venuta a mancare mentre svolgeva il proprio turno presso la Casa di Riposo “Ida Zuzzi”, situata a San Michele al Tagliamento, in provincia di Venezia. La dipendente, impiegata come OSS, ha avvertito un forte mal di denti che si è esteso al petto, accompagnato da una sensazione di nodo alla gola, sintomi spesso associati a un infarto. Nonostante la gravità percepita, le dinamiche successive hanno sollevato molte domande.
Secondo le ricostruzioni, Gram si è affidata a una collega dell’infermeria, una professionista di 54 anni residente a Rivignano Teor, sperando in un primo intervento. L’infermiera, però, non ha proceduto a chiamare il servizio di emergenza (118) né a coinvolgere un medico presente nella struttura. L’assenza di un pronto intervento ha alimentato il sospetto che la mancata segnalazione abbia influito sul decorso fatale della 56enne.
Il drammatico episodio del 18 ottobre a San Michele al Tagliamento
Le testimonianze dei presenti descrivono una scena di grande tensione: Rodica, visibilmente sofferente, era in piedi nella zona dedicata al personale, mentre l’infermiera in turno continuava le proprie mansioni senza richiedere l’intervento di un soccorritore sanitario. Alla fine, la giovane assistita è collassata sul pavimento, senza che venisse effettuata alcuna chiamata d’emergenza. Il personale della struttura ha tentato di stabilizzare la paziente, ma senza il supporto di un team medico specializzato la situazione si è aggravata rapidamente, culminando nella morte.
Indagine della Procura di Pordenone e procedura autoptica
In seguito all’accaduto, la Procura di Pordenone ha disposto l’autopsia del corpo di Rodica Gram per stabilire con certezza le cause del decesso e valutare eventuali responsabilità penali. L’esame è stato programmato per lunedì 26 ottobre presso l’ospedale di Portogruaro, sempre nella zona di Venezia. Per garantire la massima oggettività, il pubblico ministero ha nominato due consulenti tecnici: il medico legale Antonello Cirnelli e il cardiologo Paolo Ius, i quali dovranno analizzare i risultati dell’autopsia e verificare se vi siano elementi riconducibili a un evento cardiaco o a un altro fattore medico.
Ruolo dei consulenti tecnici nella definizione dei fatti
Il medico legale è chiamato a descrivere le lesioni interne, l’eventuale presenza di infarto miocardico e le condizioni fenotipiche del cuore. Il cardiologo, invece, dovrà esaminare i dati clinici, le eventuali patologie pregresse e l’eventuale correlazione tra i sintomi riferiti da Gram e un’eventuale patologia coronarica. L’intervento congiunto di questi esperti è fondamentale per capire se la mancata chiamata al 118 abbia avuto un impatto decisivo sull’esito fatale.
Le dichiarazioni della dirigenza della Casa di Riposo Ida Zuzzi
Il presidente dell’IPAB Ida Zuzzi, Sabrina Lando, si è recato sul posto per raccogliere le prime impressioni e offrire sostegno alla famiglia della deceduta. Lando ha sottolineato che “Rodica era una donna molto amata da colleghi e residenti, sempre pronta a mettere gli altri al primo posto”. Ha inoltre espresso profondo cordoglio, aggiungendo che le colleghe presenti hanno tentato in prima istanza di salvare la vita di Rodica, ma la mancanza di un intervento tempestivo ha reso la situazione irreversibile.
La vicenda ha scosso l’intero istituto, sollevando dubbi sulla prontezza delle procedure di emergenza interne e sull’obbligo di segnalare immediatamente i sintomi di possibile infarto. L’infermiera di 54 anni è ora sotto inchiesta per omicidio colposo, una fattispecie penale che prevede la responsabilità per omissione di un atto necessario a prevenire un danno grave.



