La laguna di Venezia è da sempre soggetta a alta marea che, nei mesi più critici, può superare i cento centimetri, minacciando le fondamenta del centro storico e le attività che vi operano. Per contrastare questo fenomeno è stato installato il MoSE una cintura di barriere mobili in grado di chiudere temporaneamente l’accesso dell’acqua dal mare aperto. Quando le previsioni indicano valori eccezionali, il sistema di difesa viene messo in funzione da un centro operativo gestito dal Comune di Venezia, garantendo così la protezione della città.
Il 21 ottobre 2026, intorno alle 6 del mattino, il sollevamento delle barriere è stato portato a termine in piena regolarità. Il sindaco Simone Venturini ha confermato l’avvenimento, specificando che senza l’intervento del MoSE la giornata sarebbe stata particolarmente impegnativa per la popolazione e per le attività commerciali. Il sindaco ha inoltre espresso gratitudine verso i tecnici e gli operatori impegnati nella procedura, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra.
Operazione di sollevamento delle barriere del MoSE al mattino del 21 ottobre
Le operazioni sono state avviate dal centro di comando del Comune, dove gli esperti hanno monitorato in tempo reale i parametri di pressione e le condizioni del mare. Una squadra di ingegneri, operatori navali e personale di supporto ha collaborato per far sì che le porte di ingresso fossero chiuse entro il tempo previsto, evitando ritardi che avrebbero potuto compromettere l’efficacia dell’intervento. Il processo di chiusura prevede il movimento sincronizzato di diverse sezioni di barriere mobili controllate da un sistema informatico all’avanguardia che garantisce precisione millimetrica.
Previsioni di marea e parametri tecnici
Secondo le stime meteorologiche, il livello dell’acqua in mare aperto doveva raggiungere un picco di 110 centimetri mentre all’interno della laguna di Venezia la massima altezza attesa era di circa 90 centimetri. Questi valori, se non contenuti, avrebbero potuto provocare allagamenti diffusi nelle zone più basse del centro storico, con conseguenze sia sui beni culturali sia sull’attività commerciale. La differenza tra i due valori è dovuta all’efficacia della cintura di difesa che riduce la pressione dell’acqua in entrata, mantenendo la città al di sotto del livello critico.
Impatto sulla vita quotidiana di veneziani e commercianti
Il sindaco Venturini ha sottolineato che, senza il MoSE i residenti avrebbero dovuto affrontare percorsi interrotti e potenziali danni alle strutture commerciali, con ripercussioni economiche significative. Grazie al tempestivo intervento, le strade principali sono rimaste percorribili, i negozi hanno potuto aprire senza interruzioni e il flusso turistico è stato mantenuto invariato. Il ringraziamento del primo cittadino verso i tecnici e gli operatori si è tradotto in un riconoscimento pubblico del valore del sistema di difesa per la continuità della vita cittadina.
Il monitoraggio delle condizioni idriche continuerà per le prossime ore, con aggiornamenti costanti forniti dalle autorità comunali. Qualora si fossero verificate ulteriori variazioni, il MoSE sarebbe pronto a intervenire nuovamente, dimostrando la capacità di risposta rapida del sistema. L’esito positivo di questa operazione rafforza la fiducia dei veneziani nella capacità della città di gestire eventi estremi, garantendo al contempo la salvaguardia del patrimonio storico e della vivacità economica.



