25 ottobre 2026 ☁ 13°

Aspetti positivi e criticità delle liste d’attesa in Friuli nel 2026

Nel 2026 il Friuli Venezia Giulia riduce le liste d’attesa, ma il rischio di ritardi resta diffuso in tutta Italia.

Aspetti positivi e criticità delle liste d’attesa in Friuli nel 2026

Nel corso dei primi nove mesi del 2026 la regione Friuli Venezia Giulia ha registrato un avanzamento tangibile nella gestione delle liste d’attesa. I dati, estratti dal bollettino nazionale dell’Agenas, evidenziano un rialzo delle percentuali di rispetto dei tempi sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici, rispetto allo stesso periodo del 2025.

Fatti salienti nel Friuli Venezia Giulia

Le prime visite sono state garantite entro i termini stabiliti dal 64,2 % al 67,8 %, un incremento di 3,6 punti percentuali. Per gli esami diagnostici il valore è passato dal 76,8 % all’80,7 %, con un +3,9 % di miglioramento. Le visite in classe urgente (U) hanno raggiunto il 93,0 % di rispetto entro tre giorni, mentre le classi B, D e P hanno toccato rispettivamente il 70,7 %, il 63 % e il 69,3 %.

Priorità e distribuzione delle classi

Il livello U si attesta all’89,4 %, più alto della media nazionale (77,3 %). La classe P, con tempi massimi di 120 giorni, è presente in Friuli con il 28,7 % delle prescrizioni, inferiore alla media italiana del 34,9 %. Questo indice riduce il rischio di prescrizioni inappropriate trasformate in prime accessi programmati.

Confronto con il panorama nazionale

A livello italiano, nel 2026 sono state erogate 21,8 milioni di prestazioni (prime visite + esami). Le prime visite specialistiche contano 12,3 milioni, di cui 9,6 milioni entro i termini, mentre gli esami diagnostici sono 9,5 milioni, con 8,1 milioni garantiti. Rispetto al 2025, si registra un aumento di oltre 2 milioni di prestazioni erogate nei tempi di garanzia.

Nonostante i progressi, circa 4 milioni di prestazioni risultano ancora fuori dal limite temporale previsto; di queste, 860 mila sono state eseguite con tempi prossimi alla soglia di garanzia. Il rispetto medio nazionale dei tempi per le prime visite è passato dal 76,9 % al 78,6 %, mentre per gli esami diagnostici è salito dall’83,3 % al 85 %.

Indicatori di efficienza regionale

Il Friuli Venezia Giulia si posiziona al quarto posto per volume complessivo di prenotazioni, con 333,6 prime visite e 250,5 esami diagnostici per 1.000 abitanti, contro la media nazionale di 208,1 e 161,9 rispettivamente. Il rapporto tra prese in carico e prescrizioni è del 65 %, quasi al livello dell’Emilia-Romagna (62 %). Con 650 prescrizioni per 1.000 abitanti, la regione completa 423 prese in carico.

Il divario di performance rispetto alla media nazionale è diminuito: dal 6,5 % al 4,3 % di punti percentuali, grazie soprattutto al miglioramento degli esami diagnostici, dove l’incremento medio italiano è di 1,7 punti.

Criticità rimaste aperte

Alcune specialità continuano a mostrare ritardi significativi: le colonscopie sono garantite nel 69,3 % dei casi, mentre le visite dermatologiche raggiungono solo il 69,9 %. A livello territoriale, le regioni con i peggiori risultati per le prime visite sono la Sardegna (64,3 %), l’Umbria (62,7 %) e la Puglia (55,3 %). Per gli esami diagnostici, la situazione è più critica in Valle d’Aosta, Umbria e Puglia, tutte sotto il 70 %.

Le autorità sanitarie sottolineano l’importanza di una prescrizione appropriata e di un monitoraggio costante, elementi centrali del Piano nazionale delle liste d’attesa 2026-2028, che punta a rafforzare la trasparenza e l’uso della digitalizzazione per ridurre ulteriormente i tempi di attesa.

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