La tappa di Ljubljana-Tacen della Coppa del Mondo di canoa slalom si apre con una sorpresa azzurra: Xabier Ferrazzi domina la finale del kayak maschile e mette al collo la medaglia d’oro con una prestazione solida e priva di errori. La gara ha offerto conferme e spunti: giovani che emergono, campioni che faticano a trovare la scia e rientri che promettono futuro.
In parallelo, il programma femminile ha visto il ritorno in gara di una protagonista italiana e la vittoria di una atleta di casa. I risultati testimoniano l’equilibrio internazionale della specialità e la difficoltà di mantenere costanza su un percorso tecnico come quello di Tacen.
La performance che fa il salto di qualità
Ferrazzi ha firmato una discesa perfetta chiudendo in 72.71, tempo che gli è valso il successo con un margine netto sui rivali. Alle sue spalle si sono classificati il polacco Michal Pasiut in 75.11 (+2.40) e il ceco Jakub Krejci in 75.62 (+2.91). Tutti e tre hanno completato il percorso senza incorrere in penalità, elemento che ha fatto la differenza in una finale dove la precisione è stata determinante.
Un primo podio assoluto e una crescita annunciata
Il successo di Ferrazzi rappresenta il suo primo piazzamento sul podio nella categoria assoluti in Coppa del Mondo, un passo in avanti rispetto ai traguardi giovanili già raggiunti: argento ai Mondiali U23 di Foix 2026 e oro ai Mondiali Junior di Cracovia 2026. Ferrazzi, che compirà 21 anni il 28 luglio, è anche figlio d’arte: il padre Pierpaolo si era imposto nella stessa disciplina ai Giochi olimpici di Barcellona ’92 e oggi fa parte dello staff della nazionale di canoa slalom. L’atleta dei Carabinieri ha spiegato di aver imparato dagli errori e di sperare in altre finali dello stesso livello.
La giornata degli azzurri: luci e ombre
Accanto alla gioia per Ferrazzi, la squadra italiana ha vissuto momenti di maggiore difficoltà. L’olimpionico in carica Giovanni De Gennaro (sempre in forza ai Carabinieri) ha chiuso la finale al sesto posto con il tempo di 77.18 (+4.47), risultato influenzato da una penalità inflitta per il tocco della palina alla porta in risalita numero 20. La penalità ha inciso pesantemente sulla classifica finale, privandolo della possibilità di salire sul podio. Nell’eliminatoria mattutina non è riuscito ad accedere alle fasi successive Michele Pistoni della Marina Militare.
Il valore degli errori e il peso della tattica
Nel canoa slalom la differenza tra una medaglia e un piazzamento lontano passa spesso per dettagli minuti: un tocco, una linea leggermente sbagliata, la gestione della corrente. La gara di De Gennaro ha confermato come anche i campioni debbano convivere con questi fattori e come la tattica di gara sia tanto importante quanto la velocità pura.
Il ritorno di Stefanie Horn e la prova femminile
Tra le donne, l’attenzione era puntata sul rientro di Stefanie Horn dopo la maternità: l’azzurra della Marina Militare è riuscita a tornare subito competitiva, centrando la finale e chiudendo al sesto posto con un percorso pulito in 85.70, a 4.09 dalla vincitrice. La gara femminile è stata vinta dalla slovena Eva Alina Hocevar in 81.61, seguita dall’australiana Jessica Fox in 81.74 (+0.13) e dalla spagnola Maialen Chourraut in 83.85 (+2.24).
Ritorni e prospettive
La prova di Horn rappresenta un segnale importante: tornare a competere a livelli elevati dopo la maternità non è scontato, e la sua prestazione dimostra come la preparazione e la determinazione possano velocemente colmare il gap. Per la squadra italiana femminile è un incoraggiamento in vista delle prossime tappe del circuito.
Prospettive e programma della manifestazione
La tappa di Tacen proseguirà con le specialità rimanenti: le manche del canadese e poi il kayak cross affronteranno gli ultimi verdetti del weekend. Il bilancio del day-1 è positivo per l’Italia grazie a un oro inatteso ma meritato e a segnali di ripresa da atlete che affrontano nuove fasi della carriera.
Nel complesso la competizione ha evidenziato l’elevata competitività internazionale del canoa slalom e la necessità per le nazioni di investire su giovani talenti capaci di trasformare le potenzialità in risultati concreti. Per l’Italia, la medaglia di Ferrazzi è una boccata d’ossigeno e un punto di partenza per costruire continuità nei prossimi appuntamenti del circuito.