Il 22 marzo 2021 una giovane runner di 26 anni, Marta Novello, fu aggredita a coltellate nella campagna di Mogliano Veneto. L’attacco, eseguito da un quindicenne armato di coltello, lasciò la donna gravemente ferita; due operai che passavano di lì intervennero prontamente, fermando l’assalitore e chiamando i soccorsi. Nonostante le cure intensive, la sentenza definitiva non è ancora stata emessa.
Il ritorno di Jamal Tonelli a Mogliano
Dopo una lunga vicenda giudiziaria che ha attraversato tribunali minorili di Venezia, la Cassazione ha annullato più volte le decisioni di primo grado. Il giovane, identificato come Jamal Tonelli, ha trascorso parte del processo all’estero: nel 2022, al termine della carcerazione preventiva, è fuggito in Inghilterra con la madre. Qui è stato nuovamente arrestato nel 2025 per guida senza patente e, per il coinvolgimento in reati legati allo stupefacente, è stato espulso nel 2026. Il suo rientro a Mogliano, nella stessa abitazione da cui aveva compiuto l’attacco, ha subito suscitato una forte ondata di indignazione.
Presidio potenziato nella frazione di Marocco
Le autorità comunali, informate del ritorno di Tonelli, hanno disposto da lunedì scorso un rafforzamento dei controlli della polizia locale attorno alla zona. Il primo cittadino, Davide Bortolato, ha comunicato l’incremento delle pattuglie per garantire la tranquillità dei residenti, soprattutto della famiglia di Marta, che vive a pochi passi dalla casa del rapinatore. La decisione è stata accolta con sollievo da parte di chi teme ulteriori intimidazioni.
Reazioni istituzionali e richieste di tutela
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso la propria preoccupazione, sottolineando la gravità dell’attacco e la necessità di proteggere la vittima: «Marta ha già pagato un prezzo inaccettabile; ora dobbiamo garantire la sua sicurezza e la serenità della sua famiglia». Anche i consiglieri regionali del Partito Democratico, Gianpaolo Trevisi, Giovanni Manildo e Paolo Galeano, hanno chiesto misure concrete, affermando che la solidarietà verbale non basta: «A Marta e alla sua famiglia serve una risposta tangibile, prima ancora delle dichiarazioni di solidarietà».
Il punto di vista della difesa
L’avvocato di Tonelli, Matteo Scussat, ha difeso il suo assistito sostenendo che l’uomo è vittima di una gogna mediatica. Scussat ha ricordato i principi del garantismo, la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva e il diritto a un giusto processo. Ha però ammesso la gravità dei fatti, chiedendo che il dibattito non si trasformi in un processo sommario.
Prospettive per la sicurezza di Marta Novello
La famiglia di Marta, che ormai vive lontano dal luogo dell’attacco ma visita frequentemente la casa dei genitori a Mogliano, ha definito la situazione “pericolosa”. La vicinanza del nonno di Tonelli alla stessa abitazione rende il contesto particolarmente delicato. Le autorità hanno però rassicurato che il potenziamento del presidio sarà permanente finché la minaccia percepita persisterà.
Il ritorno di Jamal Tonelli ha riaperto una ferita ancora non cicatrizzata nella comunità di Marocco. Le istituzioni stanno lavorando per coniugare rispetto per il processo giudiziario con la protezione della vittima, mentre il dibattito pubblico rimane acceso su come bilanciare diritti e sicurezza.



