Nel periodo di Halloween e della Fiera d’ottobre, la Guardia di Finanza di Rovigo ha intensificato i controlli sul territorio del Polesine, ritrovando più di 8.500 prodotti privi delle informazioni di sicurezza obbligatorie. L’intervento, mirato a tutelare consumatori e cittadini, ha interessato negozi di Rovigo, Adria e Occhiobello, dove sono stati sequestrati articoli a tema, bigiotteria, bombolette spray e altri oggetti prevalentemente importati dalla Cina.
Controlli nei negozi di Rovigo, Adria e Occhiobello
Le ispezioni hanno permesso di individuare una quantità impressionante di merce non conforme: in un unico esercizio di Occhiobello sono stati trovati quasi 5.000 articoli senza le informazioni previste dal Codice del consumo. Inoltre, circa 300 bombolette spray non riportavano i pittogrammi di pericolo richiesti dalla normativa europea, rendendo tali prodotti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.
Mancanza di etichettatura e origini cinesi
Tutti gli oggetti sequestrati portavano la dicitura “made in China”, ma le etichette erano generiche e non rispecchiavano gli obblighi di etichettatura previsti dalla legge. L’assenza di indicazioni precise su materiali, modalità d’uso e avvertenze ha spinto le autorità a ritirare la merce dal mercato e a disporne la distruzione. I titolari dei negozi coinvolti rischiano sanzioni che, nei casi più gravi, possono arrivare a 30mila euro.
Operazione alla Fiera d’ottobre: fermata di una venditrice senegalese
Durante la Fiera d’ottobre, i finanzieri hanno identificato una cittadina senegalese che commercializzava bigiotteria in maniera abusiva, priva di autorizzazione e senza rispettare le norme igienico-sanitarie. Nel corso del controllo è emersa anche la sua posizione irregolare sul territorio nazionale, aggravando la sanzione a carico del soggetto.
La scoperta di questa attività informale ha sottolineato come, oltre al problema dell’etichettatura, vi siano anche fenomeni di commercio sommerso che minacciano l’equità del mercato locale. Le autorità hanno proceduto con la rimozione della merce e con l’avvio delle pratiche amministrative necessarie per regolarizzare la situazione.



