Le prossime settimane vedranno la definizione del nuovo presidente della FIGC, un momento cruciale per il futuro del calcio italiano. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 4 novembre, mentre il voto finale avverrà nel dicembre. In questo contesto, le società di Serie A sono chiamate a esprimere il proprio appoggio, un gesto che può determinare l’equilibrio di potere tra i diversi candidati. Fino a pochi giorni fa, la maggioranza delle squadre aveva già orientato il proprio voto, ma un gruppo di tre club ha scelto di mantenere una posizione neutrale, chiedendo maggiori chiarimenti sui programmi dei due protagonisti della corsa.
Il 1° novembre, Cagliari Calcio, U.S. Sassuolo Calcio e Venezia FC hanno pubblicato una nota congiunta in cui sottolineano la necessità di un confronto approfondito sui progetti per il calcio nazionale. I tre club dichiarano di non aver ancora espresso alcun sostegno a Giovanni Malagò o a Adriano Galliani, evidenziando l’importanza di conoscere le priorità, le riforme proposte e le modalità operative di ciascuna candidatura prima di prendere una decisione definitiva.
La nota congiunta dei tre club
Nel documento, le società esprimono “stima per Adriano Galliani e Giovanni Malagò, figure di riconosciuta autorevolezza ed esperienza”, ma ribadiscono la volontà di approfondire i contenuti programmatici. La formulazione indica chiaramente che il dialogo aperto e costruttivo è considerato essenziale per l’interesse dell’intero movimento calcistico italiano. L’accento è posto sulla trasparenza delle proposte: i club vogliono capire quali siano le riforme strutturali, le politiche di sviluppo giovanile e le strategie di sostenibilità finanziaria che i candidati intendono implementare.
Motivazioni espresse nella comunicazione
Secondo quanto riportato, la decisione di attendere non è dettata da indecisione ma da una valutazione cauta. I dirigenti dei tre club evidenziano la necessità di confrontarsi direttamente con i due candidati per testare la fattibilità delle loro proposte. In pratica, ciò significa che Cagliari, Sassuolo e Venezia intendono richiedere incontri formali, in cui saranno discussi i dettagli operativi, i tempi di attuazione e le eventuali ripercussioni sul panorama competitivo di Serie A e delle categorie inferiori.
Il panorama elettorale in Serie A
Parallelamente, la corsa alla presidenza vede Giovanni Malagò avvicinarsi alla maggioranza delle firme necessarie da parte delle società di Serie A. Alcune realtà, tra cui Bologna, Fiorentina, Genoa (che ha revocato il proprio voto a favore di Galliani) e Napoli, hanno già dichiarato il loro supporto a Malagò, portando la sua quota a circa undici voti. Dall’altra parte, Adriano Galliani raccoglie l’appoggio di club come Inter, Atalanta e Como, ma la sua raccolta firme ha incontrato qualche rallentamento, soprattutto per la necessità di ottenere il sostegno dei rappresentanti dei giocatori e degli allenatori.
Firme raccolte e posizioni finora indicate
Fino ad ora, anche grandi mondi come Milan, Juventus e Lazio hanno preferito non esprimere un orientamento definitivo, sottolineando la necessità di analizzare i programmi in maniera più dettagliata. Il risultato è una situazione in cui, nonostante Malagò detenga una maggioranza apparente, una buona parte delle società rimane in attesa, pronta a scegliere in base a criteri di contenuto piuttosto che di semplice alleanza politica.
Possibili scenari e importanza del confronto
Il voto dei club appartenenti a Serie B, Lega Pro e Lega Dilettanti sarà determinante. Insieme rappresentano più del 50% del peso elettorale complessivo, perciò il loro orientamento potrà ribaltare o rafforzare la posizione di Malagò o Galliani. Le tre leghe si riuniranno il 2 novembre per valutare la situazione: se decideranno di sostenere un candidato, potrebbero offrire a quest’ultimo il margine necessario per superare la soglia di maggioranza. In questo scenario, il dialogo richiesto da Cagliari, Sassuolo e Venezia assume un valore strategico, poiché le loro richieste potrebbero influenzare la formulazione finale dei programmi, spingendo i candidati a chiarire ulteriormente le proprie linee d’azione.
La pausa adottata dai tre club non è semplicemente una tattica di indecisione, ma un segnale di attenzione verso la sostenibilità delle proposte presentate. Il prossimo periodo vedrà incontri, scambi di documenti programmatici e, probabilmente, una maggiore pressione sui candidati affinché delineino con precisione le proprie visioni per il calcio italiano. Il risultato finale, atteso per dicembre, definirà non solo il volto della FIGC, ma anche le priorità di investimento, riforma e sviluppo sportivo per gli anni a venire.



