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Funerali a Padova per il sub Gianluca Benedetti, centinaia in chiesa

A Padova centinaia di persone hanno reso omaggio a Gianluca Benedetti nella chiesa di Cristo Re: un addio raccolto accanto alla madre e ai ricordi della parrocchia che lo ha visto crescere

Funerali a Padova per il sub Gianluca Benedetti, centinaia in chiesa

La piccola chiesa di Cristo Re in via Sant’Osvaldo a Padova si è riempita questa mattina per l’ultimo saluto a Gianluca Benedetti, il 44enne istruttore e guida subacquea morto durante un’immersione alle Maldive il 14 maggio 2026. Alla cerimonia funebre, celebrata sabato 30 maggio 2026, hanno partecipato oltre trecento persone: amici, parrocchiani, colleghi e parenti si sono stretti intorno alla madre, Paola, che ha accompagnato il feretro coperto da un cuscino di rose bianche.

Un legame forte con la parrocchia

Chi lo conosceva racconta che Gianluca aveva iniziato il suo percorso proprio in questa comunità parrocchiale, dove aveva svolto attività di animazione sportiva prima di trasferirsi alle Maldive oltre quindici anni fa. Nel corso dell’omelia il parroco ha ricordato come la chiesa sia stata per lui un luogo di crescita, descrivendo episodi di generosità e partecipazione che hanno segnato il suo rapporto con la città e con le persone del quartiere.

Presenza e memoria locale

La presenza delle molte persone in chiesa è stata interpretata dal parroco come un segno di vicinanza non solo alla madre, ma anche alla memoria di un ragazzo che, pur vivendo lontano, aveva mantenuto legami forti con Padova. La comunità si è mobilitata per sostenere Paola in questi giorni difficili, testimoniando come le relazioni locali possano restare vive anche quando la vita porta lontano.

Le circostanze della tragedia

L’incidente è avvenuto il 14 maggio 2026 nelle acque dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, durante l’esplorazione di un sistema di grotte coralline a profondità elevate. Benedetti faceva parte di un gruppo formato anche da altri ricercatori e biologi marini impegnati in un’immersione tecnica. Le operazioni di soccorso hanno avuto esito tragico: il corpo di Gianluca è stato individuato all’ingresso di una delle cavità sottomarine, e successivamente la salma è stata rimpatriata in Italia dove si sono svolti gli accertamenti medico-legali.

Accertamenti e procedure

Dopo il rinvenimento e il rimpatrio, gli approfondimenti sono proseguiti con le procedure ordinarie di competenza delle autorità italiane. È stato richiesto e ottenuto il nulla osta da parte della procura competente, che ha permesso di fissare la data delle esequie e di restituire alla famiglia la possibilità di celebrare il lutto in forma pubblica e composta.

Il profilo personale e professionale

Padovano di origine, ex funzionario di una banca di credito cooperativo, Benedetti aveva intrapreso la carriera subacquea trasformando la sua passione in lavoro: era considerato un sub esperto e una guida affidabile per immersioni tecniche alle Maldive. Nonostante la vita professionale lo avesse portato lontano, aveva l’abitudine di tornare a Padova circa ogni sei mesi per visitare la madre anziana, che vive in un appartamento vicino alla parrocchia dove continuava a essere ricordato.

Rapporto con la famiglia

La madre, Paola, e la compagna, Silvia, hanno annunciato e organizzato il rito funebre insieme ai familiari. La scelta di un feretro semplice, decorato da rose bianche, e la richiesta di rispetto durante la funzione — con divieto di foto e riprese all’interno della chiesa — hanno sottolineato il desiderio della famiglia di un momento privato e raccolto, pur nell’affetto dimostrato da tanta gente.

Reazioni e ricordi

Le testimonianze arrivate in chiesa e nei giorni successivi hanno sottolineato il lato umano di Gianluca: la capacità di manifestare affetto, la disponibilità con gli altri e la passione per il mare. Il parroco ha parlato del mistero della vita e della morte, ricordando come l’amore manifestato da Benedetti sia rimasto come eredità morale per chi lo ha conosciuto. In queste parole si è concentrato il tentativo di dare senso al dolore e di tenere viva la memoria.

La comunità padovana continuerà a seguire gli sviluppi eventuali delle indagini, ma intanto si è raccolta attorno alla famiglia per offrire supporto pratico ed emotivo. Il funerale di sabato 30 maggio 2026 è stato l’occasione per l’ultimo saluto pubblico a un uomo che ha vissuto tra Padova e l’oceano, portando con sé esperienze e legami che oggi vengono ricordati con affetto.

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