La provincia veneta piange la scomparsa di Lucio Carraro, un uomo che ha dedicato la sua vita a raccontare le storie e le persone del territorio con ironia e passione. Maestro, scrittore e politico, Carraro ha lasciato un segno indelebile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Nato a Mogliano Veneto, Carraro ha trascorso gran parte della sua carriera come insegnante alla scuola primaria Carducci di Treviso, dove ha formato generazioni di studenti. La sua passione per l’insegnamento non si è mai spenta, nemmeno dopo il pensionamento nel 2017.
La passione per la scrittura e la comunicazione
Oltre all’insegnamento, Carraro ha coltivato una profonda passione per la scrittura. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Il mistero del coniglietto scomparso un giallo per ragazzi che affronta il tema del bullismo, e Il senso della lumaca e altre storie una celebrazione della lentezza e del rapporto con la terra.
La sua carriera nella comunicazione è iniziata come copywriter e poi come socio di Metacomunicatori, l’agenzia di comunicazione pubblica della provincia di Treviso. Qui ha portato la stessa attenzione e ironia che caratterizzavano i suoi scritti.
L’impegno politico e culturale
Carraro non si è limitato alla scuola e alla scrittura. Ha anche dedicato parte della sua vita alla politica, diventando vicesindaco e assessore alla cultura, alla Pubblica Istruzione e al Commercio di Mogliano. Nel 2019, insieme all’amico Sandro Del Todesco Frisone, ha fondato la lista civica Il Ponte con l’obiettivo di valorizzare cultura, associazionismo e partecipazione.
La sua passione per la cultura lo ha portato anche a diventare presidente del Premio Giuseppe Berto, un riconoscimento che celebra la letteratura del territorio. Carraro ha sempre creduto nella capacità di raccontare il Veneto senza trasformarlo in folklore, dando dignità letteraria alle persone e ai luoghi.
L’ironia come strumento di lettura della realtà
Uno dei tratti distintivi di Carraro era la sua ironia, uno strumento che utilizzava per leggere la realtà e raccontare storie. Le sue barzellette, spesso raccontate con una faccia seria, erano diventate proverbiali tra amici e conoscenti.
La sua ironia, però, non era mai superficialità. Era piuttosto uno strumento per leggere la realtà. Carraro aveva una passione profonda per le persone e per i luoghi, soprattutto quelli lontani dai riflettori. Il suo Veneto era quello delle comunità, delle tradizioni, delle osterie, della montagna, del cibo, delle piccole storie che rischiano di sparire se nessuno trova il tempo di raccontarle.
Lucio Carraro ci ha lasciati, ma il suo ricordo resterà vivo nelle persone che ha incontrato, nei suoi libri e negli incarichi che ha ricoperto. Un uomo che ha saputo parlare di cultura senza prendersi troppo sul serio e ridere della vita senza mai smettere di prenderla sul serio.



