Dopo decenni di oblio, Forte Manin a Mestre sta per tornare a vivere. Un progetto di recupero da 3 milioni di euro sta trasformando questo simbolo storico in un nuovo spazio culturale e sociale. Il sindaco Simone Venturini e l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Brunello hanno fatto il punto sui lavori, che entro dicembre 2026 restituiranno alla città un luogo ricco di storia e potenzialità.
Il recupero di Forte Manin non si limita alla ristrutturazione fisica, ma punta a creare un’anima per questo luogo. Il sindaco Venturini ha annunciato un concorso di idee aperto ai cittadini e alle associazioni per definire le future funzioni del complesso, con un focus su cultura, iniziative ed eventi che rispettino il valore storico e ambientale del sito.
Un ponte verso il futuro
Uno degli elementi chiave del progetto è il nuovo ponte che collega Forte Manin al Parco San Giuliano. Realizzato in sostituzione del terrapieno preesistente, questo collegamento crea un ponte fisico e simbolico tra il complesso fortilizio e il grande polmone verde cittadino. Il ponte, posizionato un mese fa, è solo una delle opere già realizzate, che includono la bonifica ambientale, la realizzazione di servizi igienici e di una pensilina, l’impermeabilizzazione delle coperture e il consolidamento strutturale delle due polveriere.
Da settembre il cantiere entrerà nella sua fase finale. Tra le opere previste ci sono la realizzazione di percorsi pedonali esterni in biostrasse, il cancello di ingresso, il completamento dell’illuminazione esterna e della videosorveglianza, e la posa dei pluviali mancanti. Inoltre, è previsto un intervento sul reperto archeologico dell’antico forte francese, per preservare e valorizzare questo pezzo di storia.
La storia di Forte Manin
Forte Manin conserva una parte significativa della storia del sistema fortificato della terraferma veneziana. Nell’area sorgeva tra il 1805 e il 1815 il forte francese denominato Forte O (EAU) contemporaneo a Forte Marghera e successivamente ribattezzato dagli austriaci Forte Gorzhowsky. Il fortilizio fu demolito nel 1910 e nell’area vennero realizzate le due polveriere, di circa 1.200 metri quadrati di superficie, oggi oggetto del recupero.
Il progetto, approvato nel 2026 punta a conservare gli elementi storici e architettonici del forte e, al tempo stesso, a creare le condizioni per una nuova fruizione pubblica. Tra le possibili funzioni del sito ci sono attività culturali e didattiche, visite e iniziative legate ai temi naturalistici, espositivi e alla storia militare del Campo Trincerato di Mestre.
Un invito alla partecipazione
Il concorso di idee lanciato dal sindaco Venturini è un invito alla cittadinanza a partecipare attivamente alla rinascita di Forte Manin. Non si tratta solo di recuperare un edificio, ma di dare vita a uno spazio che sia davvero vissuto e amato dai cittadini ha dichiarato Venturini. Il concorso contribuirà a trasformare le potenzialità del sito in contenuti e proposte concrete per tutta la città.
Con la riapertura prevista per dicembre 2026 Forte Manin si prepara a diventare un nuovo polo culturale e sociale per Mestre e Venezia. Un progetto che unisce passato e futuro, storia e innovazione, in un percorso di rinascita che vede i cittadini come protagonisti.



