Nato a Marghera nel 1987 e cresciuto nella terraferma veneziana, Simone Venturini ha costruito una carriera politica che lo ha portato dal ruolo di consigliere comunale giovanissimo fino alla fascia tricolore. Entrato in Consiglio comunale a 22 anni, ha maturato esperienze tra il mondo del volontariato cattolico e l’impegno giovanile in politica, elementi che hanno forgiato il suo stile di comunicazione e il rapporto con le comunità locali. Trasferitosi nella città d’acqua per motivi personali, Venturini ha scelto di abbinare vita privata e dimensione istituzionale vivendo vicino a Ca’ Farsetti, sede del municipio.
Per anni è stato assessore di riferimento nelle giunte guidate da Luigi Brugnaro, con responsabilità delicate che hanno richiesto scelte spesso controcorrente. Il suo profilo è stato costruito su una quotidiana presenza sul territorio: inaugurazioni, visite a parrocchie, case di riposo e associazioni. Questo radicamento è stato centrale nella sua campagna per la carica di sindaco, che lo ha visto prevalere nonostante una candidatura partita in ritardo rispetto alle attese della coalizione.
Formazione, ambienti e primi incarichi
La formazione di Venturini nasce tra scout e attività di volontariato cattolico, contesti che hanno rappresentato una sorta di palestra per il suo impegno civile. Iscritto al liceo scientifico Morin, ha avviato la sua militanza nell’Udc già negli anni della scuola superiore; successivamente ha scelto gli studi in Giurisprudenza a Padova, discutendo una tesi sul federalismo demaniale, un tema dalle forti implicazioni politiche locali. Questi elementi combinati spiegano la sua precoce entrata in Consiglio comunale nel 2010, quando ancora giovane consigliere si confrontò con figure esperte e con le contraddizioni di una amministrazione che sarebbe stata travolta dallo scandalo Mose.
Esperienza iniziale e lo shock del 2014
L’approccio pragmatico con cui Venturini si è fatto le ossa gli ha permesso di navigare anche in tempi difficili: la stagione segnata dall’inchiesta sul Mose ha determinato la fine dell’esperienza della giunta precedente e il commissariamento del Comune. Per il giovane politico fu una lezione istituzionale che segnò il passaggio da semplice consigliere a figura disponibile a ruoli più incisivi, preparandolo al successivo ingresso nell’orbita dell’amministrazione di centrodestra guidata da Brugnaro.
Ruoli in giunta e scelte sul turismo
Dopo il cambio di maggioranza del 2015 Venturini è stato chiamato a contribuire in prima persona al progetto amministrativo della nuova compagine: prima come assessore ai servizi sociali e alla residenza, con delega al porto, poi con l’aggiunta della delega al turismo. In questi incarichi ha gestito misure tese al riequilibrio dei conti comunali e innovazioni nella governance locale, sempre mettendo in evidenza una logica di pragmatismo e di visibilità territoriale continua.
Il contributo d’accesso e il dibattito sugli affitti turistici
Tra le iniziative più discusse c’è stata l’introduzione del contributo d’accesso, pensato come strumento di governance dei flussi turistici e come fonte di entrate per la gestione cittadina. Venturini ha difeso la misura pubblicamente, giustificandola come sperimentazione necessaria di fronte a criticità globali legate al turismo di massa. Sul fronte degli affitti turistici, invece, la giunta ha visto naufragare una regolamentazione proposta attraverso un emendamento che avrebbe dovuto mettere limiti all’overtourism: differenze in maggioranza e veti politici hanno impedito l’approdo in consiglio, lasciando aperti i margini per ulteriori interventi normativi.
La corsa a sindaco e il profilo pubblico
La candidatura di Venturini alla carica di sindaco è arrivata in una fase finale del confronto politico cittadino, quando altre opzioni della coalizione non si sono concretizzate. Per molti osservatori la sua figura sembrava inizialmente meno competitiva, ma la sua strategia di campagne fatta di presenza quotidiana e di un’immagine sorridente ha ribaltato il pronostico. Durante la campagna ha ricevuto ringraziamenti pubblici da esponenti della coalizione e ha sottolineato l’importanza del sostegno ricevuto, segnalando un’alleanza che ha saputo combinare esperienza amministrativa e ascolto delle istanze locali.
Priorità dichiarate e tono amministrativo
Nel tracciare le priorità per il mandato Venturini ha indicato obiettivi concreti: il bilanciamento tra residenza e turismo, la riqualificazione urbana di Mestre e il rafforzamento delle attività portuali. Il suo messaggio ribadisce la volontà di essere un sindaco pragmatico e «di tutti», evitando posizioni ideologiche nette e preferendo soluzioni gestionali che si possano misurare sul territorio. Il percorso dalla terraferma a Ca’ Farsetti sintetizza un profilo che unisce radicamento sociale, esperienza amministrativa e capacità comunicative.