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Attrezzature e filmati dalle Maldive richiesti dalla Procura di Roma

La Procura cerca filmati e attrezzature trovate nella grotta alle Maldive per ricostruire la dinamica dell'immersione

Attrezzature e filmati dalle Maldive richiesti dalla Procura di Roma

La Procura di Roma, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo, ha formalmente chiesto alle autorità di Malé l’invio delle attrezzature e degli effetti personali dei cinque sub coinvolti nella tragedia alle Maldive. Con un’anticipazione di rogatoria internazionale i magistrati hanno sollecitato la collaborazione giudiziaria per ottenere non solo documenti, ma anche i dispositivi tecnici utilizzati durante l’immersione.

Particolare attenzione è rivolta alla telecamera GoPro recuperata nella grotta sottomarina: i filmati potrebbero essere la chiave per comprendere la sequenza degli eventi nella grotta posta a circa 60 metri di profondità. La richiesta comprende anche altri strumenti e gli effetti personali che possono contenere indizi utili per ricostruire la dinamica e accertare eventuali responsabilità.

La rogatoria e le richieste della Procura

Nell’atto inviato alle autorità delle Maldive i magistrati romani chiedono di avviare una stretta collaborazione giudiziaria per acquisire atti processuali e beni materiali collegati all’immersione. L’anticipazione di rogatoria internazionale è uno strumento che serve a mettere in contatto le procure e a ottenere elementi probatori che si trovano oltre confine; in questo caso l’istanza riguarda sia documentazione amministrativa sia le attrezzature tecniche impiegate durante l’escursione.

Quali elementi sono stati richiesti

Oltre alla GoPro si è chiesto il trasferimento delle bombole, dei computer di immersione, delle guide e di qualsiasi altro dispositivo recuperato nella grotta, perché possa essere eseguita una perizia tecnica completa. L’analisi degli strumenti servirà a valutare la loro funzionalità, eventuali malfunzionamenti o configurazioni non conformi, e a incrociare i dati con i filmati per ricostruire la catena temporale dell’immersione.

Le vittime: nomi e profili

La vicenda riguarda cinque cittadini italiani: Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Biologia marina a Genova; la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, prossima alla laurea in Ingegneria biomedica; Muriel Oddenino, 31 anni, ricercatrice a Genova; Federico Gualtieri, 31 anni, neolaureato in Biologia ed ecologia marina; e Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, manager e istruttore subacqueo del tour operator organizzatore dell’escursione. Tutti erano a bordo dello yacht Duke of York quando è stata pianificata l’immersione che si è poi rivelata fatale.

Perché la documentazione personale è rilevante

Gli effetti personali e i dispositivi recuperati possono contenere informazioni decisive, come registrazioni, note, o parametri di immersione memorizzati nei computer: elementi che integrano i filmati e le testimonianze. La Procura intende valutare se l’organizzazione, la preparazione e le condizioni tecniche fossero adeguate, e se eventuali omissioni o errori abbiano contribuito al decesso dei sub.

Il contesto dell’immersione e le indagini

L’immersione, svolta in una grotta sottomarina a grande profondità, è al centro dell’istruttoria che mira a chiarire la dinamica dell’evento. L’inchiesta, aperta per omicidio colposo, valuta ruoli e responsabilità: dal tour operator all’istruttore subacqueo presente sull’escursione, fino alla possibile incidenza di fattori ambientali o tecnici. Il materiale richiesto dall’Italia servirà ad approfondire questi aspetti e a ricostruire, con dati e immagini, quanto accaduto dentro la grotta.

Prossimi passi

Se le autorità di Malé acconsentiranno alla consegna, i tecnici e i periti italiani potranno visionare filmati e strumenti per effettuare verifiche dettagliate. L’analisi combinata di filmati, dati tecnici e documenti aiuterà a definire una ricostruzione più accurata della sequenza degli eventi e a stabilire se vi siano profili di responsabilità penale o omissioni rilevanti nell’organizzazione dell’immersione.

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