Il Veneto si trova ad affrontare una delle ondate di caldo più intense degli ultimi decenni. Dopo una breve tregua, le temperature stanno risalendo rapidamente, con previsioni che lasciano presagire giorni di soffocante calura.
L’Arpav ha lanciato l’allarme: l’anticiclone africano sta espandendosi verso nord, portando con sé un’aria rovente che promette di far salire i termometri fino a 39-40 gradi in pianura e oltre i 25-26 gradi anche di notte.
Un’estate da record
I dati raccolti dal primo giugno al 20 luglio rivelano che questa è l’estate più calda mai registrata dal 1992, anno in cui iniziò la raccolta sistematica dei dati. La temperatura media regionale ha superato per la prima volta i 23 gradi battendo i precedenti record del 2003 e del 2026.
L’assessore regionale al Clima e alla Protezione civile Elisa Venturini ha sottolineato l’importanza di adottare comportamenti prudenti durante i periodi di caldo intenso, come evitare di lavorare all’aperto nelle ore più calde, dalle 12:30 alle 16:00.
Previsioni per i prossimi giorni
Tra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto il caldo raggiungerà il suo apice. Le massime diurne potranno sfiorare i 40 gradi in pianura, mentre le minime notturne rimarranno ben oltre i 20 gradi con valori che potranno superare i 25-26 gradi sulla pianura e lungo la costa.
Anche la montagna non sarà risparmiata: lo zero termico si manterrà oltre i 4500 metri circa 1000 metri in più rispetto alla media di luglio. Le temperature alle quote più elevate saranno superiori di 8-9 gradi rispetto alla norma.
Il rischio siccità e le misure di emergenza
L’emergenza caldo si intreccia con quella idrica. Alcuni dei principali fiumi veneti, come il Livenza e il Sile registrano condizioni critiche. Il Livenza presenta un deficit del 55 per cento mentre il Sile è sotto pressione, con particolare riferimento all’impianto di desalinizzazione di Torre Caligo a Jesolo.
L’avanzata del cuneo salino sta risalendo l’Adige fino a Cavanella località di Chioggia mettendo sotto pressione gli impianti di desalinizzazione e l’approvvigionamento idrico delle aree costiere.
La Regione ha intensificato il monitoraggio dell’acqua, puntando su una gestione coordinata dei rilasci dagli invasi montani e sulla modulazione dei prelievi. Parallelamente, prosegue il piano di investimenti per rafforzare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici, dalla barriera anti-cuneo salino sull’Adige al programma dei nuovi invasi e alla modernizzazione dei sistemi irrigui.
Il Veneto si prepara ad affrontare quella che rischia di diventare la fase più intensa dell’estate. Se i modelli saranno confermati, il record appena stabilito potrebbe essere destinato ad aggiornarsi ancora.



