Il Comune di Spinea situato nella provincia di Venezia, ha attuato un provvedimento restrittivo nei confronti di un uomo di 53 anni accusato di maltrattamenti ai danni della propria compagna. La decisione è stata presa a seguito di un’interrogazione accurata condotta dai carabinieri della locale Stazione che hanno verificato le dichiarazioni della vittima presentate il 17 settembre.
Secondo quanto riferito, la convivenza è iniziata nel novembre 2025 e fin da allora la donna ha subito una serie di comportamenti intimidatori, minacce di morte e insulti continui. Le testimonianze hanno evidenziato un andamento sistematico di violenza psicologica che, col tempo, si è tradotto anche in aggressioni fisiche, alimentando un clima di paura costante.
Divieto di avvicinamento e dimora emesso a Spinea
Il provvedimento, noto come ordinanza di divieto di avvicinamento e di dimora impone all’uomo di non avvicinarsi alla vittima né di mantenere la propria residenza nel territorio comunale. Tale misura è stata applicata dal giudice su indicazione dei carabinieri, che hanno raccolto prove documentali e testimonianze corroboranti le affermazioni della donna. Il provvedimento, effettivo dal giorno successivo alla denuncia, comporta il rischio di sanzioni penali qualora venga violato.
Il percorso di violenza denunciato dalla compagna
La vittima ha sottolineato che le tensioni sono sfociate in minacce di morte verbali, urla e gesti aggressivi fin dal primo periodo di convivenza. Gli episodi di violenza psicologica si sono intensificati, culminando in atti di violenza fisica che hanno spinto la donna a rivolgersi alle autorità. Le relazioni fornite alle forze dell’ordine hanno permesso di ricostruire una cronologia dettagliata degli abusi, confermando la persistenza del comportamento violento nel tempo.
L’aggressione del 14 settembre
Il 14 settembre, nella notte, l’uomo ha colpito la compagna al volto con un sacchetto di immondizia contenente bottiglie di vetro vuote, provocandole diverse ferite. L’attacco è stato descritto dalla vittima come particolarmente crudele, in quanto le bottiglie, seppur vuote, avrebbero potuto causare danni gravi. I carabinieri hanno raccolto il sacchetto come prova e hanno effettuato un sopralluogo presso l’abitazione per documentare le lesioni riportate.
Con l’emissione dell’ordinanza, le autorità sperano di garantire alla vittima un ambiente sicuro e di interrompere definitivamente il ciclo di violenza. Il caso è stato inserito nei registri di violenza domestica del Comune di Spinea, affinché vengano monitorati eventuali ulteriori sviluppi e possibili violazioni del provvedimento.



