Il 25 agosto una anziana di 79 anni con difficoltà motorie, si trovava nel tranquillo giardino della sua abitazione a Masi (Padova). Un’improvvisa intrusione, mascherata da assistenza farmaceutica, ha scosso la quiete del luogo e ha portato a una rapina aggravata contro la vulnerabile vittima.
L’aggressione e il furto: i dettagli dell’accaduto
Una giovane donna, approfittando del cancello lasciato aperto, è comparsa così all’improvviso. Privilegiandosi del ruolo di finta farmacista del paese, ha convinto l’anziana a seguirla verso l’uscita. Quando la signora ha espresso dubbi, la presunta farmacista l’ha spinta con violenza, facendola cadere a terra. Fingendo poi di soccorrerla, l’aggressore ha sfruttato il momento per sottrarre la collana e il bracciale che la vittima indossava.
La truffa della presunta farmacista
Il furto si è consumato nel momento in cui l’anziana, ancora dolorante, ha realizzato la perdita dei gioielli. I vicini, allarmati dalle urla, hanno subito contattato il 112. L’intervento rapido dei carabinieri di Castelbaldo avvisati dalla centrale operativa della compagnia di Este, ha garantito la pronta assistenza alla vittima e l’avvio delle indagini.
Le indagini dei carabinieri di Castelbaldo e le conseguenze legali
Grazie alle testimonianze dei residenti e al limitato traffico nel centro abitato, gli inquirenti hanno individuato un’auto bianca sconosciuta parcheggiata nelle vicinanze. L’analisi delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private ha permesso di ricostruire il percorso di fuga della sedicente farmacista che è riuscita a salire a bordo del veicolo.
Le indagini hanno rivelato che l’auto apparteneva a una coppia di conviventi rodigini, di 35 e 38 anni, già nota alle forze dell’ordine e, in quel periodo, agli arresti domiciliari per altri fatti. La Procura della Repubblica di Rovigo ha emesso un decreto di perquisizione nei confronti dei due; durante gli accertamenti sono stati rinvenuti gli indumenti indossati al momento del reato, ma non è stato possibile recuperare la refurtiva.
Con i provvedimenti in atto, la coppia è stata denunciata per rapina aggravata in concorso ed evasione. Il caso sottolinea la pericolosità di truffe mascherate da assistenza sanitaria e l’importanza della vigilanza comunitaria, che ha consentito ai carabinieri di perseguire rapidamente i responsabili.



