Nel cuore di Asolo, tra colline verdi e antichi cipressi, la storica Villa Freya apre per la prima volta le sue sale interne al pubblico, ospitando una retrospettiva dedicata a Gustav Klimt. L’esposizione, dal 26 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 prende il nome di “Klimt a Villa Freya. Bellezza e natura nelle grafiche d’arte” e mira a far dialogare il genio viennese con l’atmosfera quasi poetica della dimora, un tempo casa della viaggiatrice inglese Freya Stark.
Il progetto nasce dall’iniziativa di Monica Masin e Diego Carron proprietari della villa dal 2006, e dalla curatela della storica esperta d’arte Elena Ledda. La scelta di utilizzare la casa come cornice espositiva, anziché un museo tradizionale, permette di creare un percorso immersivo dove le opere si fondono con gli ambienti, offrendo una visione più intima e personale del lavoro di Klimt.
Obiettivi e programmazione della mostra
La manifestazione vuole mostrare al pubblico un aspetto meno noto della produzione di Klimt: la sua attività grafica e la stretta collaborazione con la Secessione viennese. La curatrice ha raccolto oltre 60 collotipie tre disegni originali dell’artista e una selezione di rari numeri della rivista Ver Sacrum pubblicazione ufficiale del movimento, per illustrare come la grafica abbia contribuito alla diffusione dell’estetica klimtiana.
Le opere provengono per la maggior parte dalla collezione privata dello studioso d’arte Fiorenzo Silvestri la cui ricerca ha permesso di ricongiungere a questa esposizione materiali altrimenti dispersi in archivi internazionali.
Le opere in scena: collotipie, disegni e rari numeri di Ver Sacrum
Le collotipie selezionate sono raccolte in tre cartelle storiche: “Das Werk von Gustav Klimt” (Hugo Heller, 1918), “Gustav Klimt. Fünfundzwanzig Handzeichnungen” (Gilhofer & Ranschburg, 1919) e “Gustav Klimt. Eine Nachlese” (Max Eisler, 1931). Queste pubblicazioni rappresentano il mezzo con cui le immagini di Klimt furono rese accessibili a un pubblico più vasto contribuendo a definire la cultura visiva del primo Novecento.
I tre disegni originali mostrano la padronanza della linea dell’artista e il suo approccio diretto allo studio della figura umana. Accanto a questi, i numeri originali di Ver Sacrum permettono di comprendere il ruolo della tipografia, dell’ornamento e delle arti applicate all’interno del progetto estetico della Secessione.
Dialoghi con l’arte veneta
Il percorso espositivo è arricchito da opere provenienti da altre collezioni private che mettono in dialogo Klimt con artisti veneti come Teodoro Wolf FerrariVittorio Zecchin e Carlo Scarpa. Queste comparazioni evidenziano le influenze reciproche tra la Secessione e le realtà artistiche locali, creando un ponte culturale tra Vienna e il Veneto.
Freya Stark, natura e memoria della Villa
Freya Stark, scrittrice e viaggiatrice inglese, visse a lungo nella dimora, lasciando un’eredità di amore per la natura e per il viaggio. Nelle sale adibite a studiolo, sono esposti alcuni numeri originali di Ver Sacrum accostati a fotografie e appunti della viaggiatrice, facendo emergere il legame profondo tra l’arte di Klimt e la visione paesaggistica di Stark. La mostra propone una sezione dedicata ai paesaggi di Klimt, dove la figura umana cede il passo a alberi, prati e acque, in perfetta sintonia con lo spirito della villa.
Al primo piano, l’accento si sposta sulla figura femminile: allegorie, ritratti e opere come “La Medicina”, “Le amiche” e “Il bacio” sono presentati accanto ai disegni originali, offrendo uno sguardo alla ricerca di linea e colore che contraddistingue il periodo più maturo dell’artista.
Un ulteriore spazio è dedicato a Emilie Flöge stilista e compagna di Klimt, attraverso ricostruzioni di abiti ispirati alle opere dell’artista realizzate dagli studenti dell’ITS Cosmo Fashion Academy di Padova. Questo segmento sottolinea come la moda abbia assorbito e reinterpretato i motivi dekorativi di Klimt.
La mostra, oltre a rappresentare un valore culturale per Asolo e per il Veneto, segna una tappa importante nella storia recente della Villa Freya, che dopo lavori di restauro e l’apertura di un parco archeologico e botanico, accoglie per la prima volta un evento di tale portata, rendendo gli interni parte integrante del circuito espositivo locale.
Come affermano i proprietari, l’intento è quello di suscitare meraviglia e curiosità nei visitatori di tutte le età, offrendo loro la possibilità di avvicinarsi a un capolavoro internazionale in un contesto intimo e radicato nella storia della propria terra.



