Camponogara si è fermata per dire addio a Tania Terrin, la 39enne vittima di un femminicidio. Oltre seicento persone hanno partecipato ai funerali, un numero che testimonia l’enorme impatto che la giovane donna ha avuto sulla comunità. Tra i presenti, familiari, amici, colleghi e autorità locali, tutti uniti nel dolore e nella rabbia per una tragedia che avrebbe potuto essere evitata.
La cerimonia funebre si è trasformata in un momento di riflessione collettiva, con il parroco don Alberto Peron che ha usato il pulpito per lanciare un appello accorato contro la violenza sulle donne e l’ipocrisia delle istituzioni.
L’omelia che scuote le coscienze
Don Alberto Peron non ha usato mezze parole durante la sua omelia. Con una voce carica di emozione e rabbia, ha denunciato la responsabilità della politica nel non contrastare efficacemente la violenza di genere. «La responsabilità è di tutti e per prima della politica, che a parole sostiene e promuove le associazioni anti-violenza, ma di fatto dirotta quei fondi a favore di difesa e armamenti», ha affermato il parroco.
Il sacerdote ha invitato la comunità a non accontentarsi di gesti simbolici come il rumore delle chiavi o dei fischietti, ma a impegnarsi concretamente per cambiare le cose. «Pretendiamo maggiore attenzione da parte della giustizia. Pretendiamo che sappia applicare, e non solo generare, sempre nuove e ulteriori leggi repressive», ha aggiunto.
Don Peron ha anche sottolineato l’importanza di costruire una rete di solidarietà e supporto reciproco. «C’è una rete che dobbiamo tessere insieme. Non mi deve più bastare la grassa risata, l’eccesso, la serata da sballo. Bisogna voler incontrare persone in carne e ossa», ha detto, invitando tutti a riflettere sul significato autentico dell’amore e del rispetto.
Il dolore della comunità
La chiesa di Camponogara era gremita, con molti presenti che tenevano in mano fotografie di Tania o ricordi personali. La madre di Tania, Marinella Forner, è rimasta sul sagrato a fissare il feretro bianco, circondata dagli amici e dai familiari. La canzone Ho perso le parole di Ligabue ha accompagnato l’uscita del feretro, un momento di intensa emozione per tutti i presenti.
Gli amici e i vicini di casa di Tania hanno condiviso i loro ricordi, parlando di una donna gentile e generosa, che aveva cercato aiuto più volte prima della tragedia. «Abbiamo percepito che ti doveva essere successo qualcosa di brutto. Lo si percepiva dalle tue parole. Ci resta il rimorso di non essere riusciti ad alleviare la tua sofferenza», hanno detto le vicine di casa.
Le istituzioni presenti
Tra i presenti alle esequie c’erano il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il prefetto di Venezia Darco Pellos e la vicesindaca della Città metropolitana Silvia Susanna. Stefani ha commentato: «Attraverso i centri anti violenza, le case rifugio, i molti servizi e una rete di professionisti il Veneto fa già molto. Ma deve impegnarsi ancora di più e lo farà».
Il funerale si è concluso con un abbraccio collettivo alla famiglia di Tania, un gesto di solidarietà che riflette il dolore e la determinazione di una comunità che non vuole dimenticare e che chiede giustizia.



