La mattina di lunedì 22 giugno 2026 una vettura è finita nel Sile in prossimità della Riviera Piave Vecchio causando la morte di un giovane di 23 anni, identificato come Nicolò. I fatti sono avvenuti nei pressi del ponte sul Sile sotto gli sguardi di residenti e passanti a Jesolo Paese. Tra le testimonianze raccolte, quella di Silvano Colla, titolare del ristorante Tre Leoni descrive l’auto come un corpo che ha quasi volato prima di sparire in acqua.
La dinamica osservata dai testimoni e il ruolo delle persone presenti
Secondo i racconti, l’auto sarebbe arrivata dalla direzione di Via Drago Jesolo probabilmente dopo una svolta da Via Adriatico attraversando la struttura di protezione e finendo nel fiume. Il titolare del locale vicino ha spiegato di aver sentito un forte boato e di aver visto la vettura “planare” rimanendo inizialmente a galla prima di essere spinta dalla corrente verso la riva sinistra, dove si è poi inabissata. Più persone hanno confermato l’impressione che la macchina si sia staccata dall’asfalto per alcuni secondi, un dettaglio che più testimoni hanno descritto come se l’auto avesse assunto la traiettoria di un proiettile: «Ho visto la macchina planare sul Sile, sembrava un missile».
Interventi immediati dei presenti
Sul posto si sono precipitate diverse persone. Due motociclisti, uno proveniente da Lecce e l’altro da Rossano (Cosenza), hanno riferito di aver assistito all’impatto e di aver allertato la Polizia Locale. Dopo aver superato un posto di controllo, si sono rivolti agli agenti e hanno richiamato l’attenzione verso il fiume; uno degli ufficiali si è tuffato per tentare il soccorso, seguito da alcune persone che si trovavano sulle rive, tra cui due uomini indicati come rumeni. I soccorritori hanno cercato di aprire il bagagliaio e liberare eventuali occupanti, ma alcuni presenti hanno riferito che il corpo sembrava incastrato nell’abitacolo, forse a causa dell’airbag esploso durante l’urto. Le azioni concitate e la successiva constatazione del decesso hanno lasciato i presenti profondamente scossi: «Chi è entrato in acqua, è uscito sconvolto».
Presenza delle istituzioni locali e reazioni ufficiali
Le operazioni di soccorso hanno visto la partecipazione del personale comunale: sul luogo sono arrivati il sindaco Christofer De Zotti e l’assessore alla Mobilità Andrea Carpenedo che hanno seguito le fasi successive e manifestato il cordoglio del Comune per la perdita del ragazzo. Tra i presenti vi erano anche turisti e residenti che, richiamati dal forte rumore, sono usciti di casa per capire quanto stesse accadendo. La scena si è svolta in un’area spesso trafficata, dove Via Drago Jesolo è una strada frequentemente utilizzata quando si formano code sulla Jesolana; tuttavia, nessuno si aspettava un episodio di tale gravità.
Le comunicazioni successive alle operazioni di recupero hanno coinvolto anche la segnalazione ai vigili urbani sul luogo preciso in cui l’auto si era inabissata: i presenti hanno dichiarato di aver indicato agli agenti il punto esatto per facilitare le operazioni. Alcune immagini sono state diffuse su Facebook mentre la vicenda è stata segnalata anche attraverso canali locali e di informazione.
Effetti sulla comunità di Jesolo Paese
Tra i residenti e gli operatori della zona il ricordo della scena rimane vividamente impresso: il boato, la corsa verso il fiume e il tentativo disperato di salvare il giovane hanno creato un clima di sgomento. Il proprietario del ristorante Tre Leoni e altri testimoni hanno sottolineato la sorpresa di fronte a un incidente così improvviso, avvenuto in prossimità di una zona abitata e abitualmente frequentata dai turisti. L’intervento tempestivo della cittadinanza e della Polizia Locale è stato rilevante, anche se purtroppo non sufficiente a impedire l’esito fatale.
Le autorità locali continueranno ad approfondire le circostanze dell’incidente. Nel frattempo, la comunità di Jesolo piange la scomparsa di Nicolò e riflette sulla fragilità degli eventi che possono trasformare una mattinata qualsiasi in una tragedia.



