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Indagine su accesso illecito ai dati Ulss e cocaina a Venezia

Scopri come due fratelli hanno abusato dei dati sanitari per alimentare un traffico di cocaina a Venezia.

Indagine su accesso illecito ai dati Ulss e cocaina a Venezia

Nel cuore di Venezia, un caso di accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Ulss 3 Serenissima si intreccia con un traffico di cocaina che ha coinvolto più di nove persone. Il nucleo della vicenda ruota attorno a Raffaele Marconi, attualmente carcerato per l’omicidio di Khalil Mailat avvenuto il 25 novembre 2023, e al fratello Alessio Marconi, libero al momento dei fatti.

Il ruolo lavorativo di Raffaele Marconi presso l’Ulss 3 Serenissima

Raffaele aveva ottenuto, grazie a una convenzione con la Santa Maria Maggiore, un impiego al Centro Unico di Prenotazione dell’Ulss 3 Serenissima. Il lavoro prevedeva l’accesso al sistema di prenotazione delle visite mediche con la possibilità di consultare gli indirizzi di tutti gli utenti iscritti. Questo privilegio, però, è stato trasformato in uno strumento di accesso illegale quando, dalla cella, il fratello ha chiesto al detenuto di cercare informazioni su un creditore legato al traffico di droga.

Il traffico di cocaina e le perquisizioni a San Giuliano

Le indagini, avviate dal pubblico ministero Giuseppe Petroni, hanno ripreso il 16 ottobre dell’anno scorso, giorno in cui gli inquirenti hanno sequestrato 1 chilo e 200 grammi di cocaina. In quell’occasione sono stati arrestati Alessio e il padre, Massimo Marconi, mentre si dirigevano verso Venezia a bordo di due imbarcazioni partite da San Giuliano. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto una pistola con matricola abrasa e diverse munizioni sia nella casa di Alessio sia in quella del padre. Dalle indagini è emerso che Alessio avrebbe fornito droga a nove individui, tra cui Adriano Bacciolo e Ursula Idoni, ed è sospettato anche di un caso di estensione legato a una transazione di circa 3.000 euro.

Il nuovo reato di accesso abusivo al sistema informatico

Tra fine 2024 e inizio 2025, Alessio ha tentato di vendere altre quantità di cocaina a un cliente, che non ha corrisposto il pagamento e si è rifugiato in una struttura di recupero. In risposta, ha chiesto a Raffaele, ancora in carcere per la condanna di 17 anni e 4 mesi (successivamente ridotta in appello a 16 anni e 8 mesi), di utilizzare il proprio account personale per estrarre i dati necessari a localizzare il debitore. Le accuse contro i due fratelli si limitano all’accesso abusivo al sistema informatico dell’Ulss, poiché il loro intento non era quello previsto dalla disciplina – la prenotazione di visite mediche – ma la ricerca di informazioni per scopi criminali.

Procedimenti giudiziari e prossime udienze

Tutti i protagonisti, compresi i nove destinatari della droga, sono stati convocati per l’udienza preliminare fissata al 5 ottobre davanti al giudice Benedetta Vitolo. Tra gli avvocati difensori figurano Renato Alberini, Mauro Serpico, Stefania Pattarello e Giorgio Pietramala. L’obiettivo della difesa è chiudere la vicenda attraverso riti alternativi, puntando su patteggiamenti che sono già in fase di trattativa. La complessità del caso, che collega l’omicidio di Khalil Mailat, l’estorsione per 3.000 euro e il traffico di stupefacenti rende l’udienza un punto focale per la giustizia veneziana.

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