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Leoni della Biennale Teatro: Emma Dante Leone d’oro e Mario Banushi Leone d’argento

Emma Dante è stata insignita del Leone d'oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia mentre Mario Banushi ha ottenuto il Leone d'argento come giovane talento; l'evento ha incluso prime assolute e motivazioni che ne sottolineano il valore artistico.

Leoni della Biennale Teatro: Emma Dante Leone d’oro e Mario Banushi Leone d’argento

La Biennale Teatro ha celebrato a Venezia due personalità che rappresentano la continuità e il rinnovamento del teatro contemporaneo: alla regista italiana Emma Dante è stato consegnato il Leone d’oro alla carrieramentre il ventisettenne regista greco-albanese Mario Banushi ha ricevuto il Leone d’argento come promessa emergente. La cerimonia si è svolta nella Sala delle Colonne di Cà Giustinian, sede della Fondazione, durante il 54esimo Festival Internazionale del Teatro.

Il riconoscimento a Emma Dante e la prima assoluta di “I fantasmi di Basile”

La consegna del Leone d’oro ha accompagnato la presentazione in prima assoluta dello spettacolo I fantasmi di Basilenuovo lavoro della regista che prosegue un percorso teatrale già ricco di titoli. Nata a Palermo e diplomata all’Accademia Silvio d’Amico, Dante ha fondato la sua compagnia Sud Costa Occidentale nel 1999 e ha costruito una carriera che spazia dal teatro d’arte all’opera e al cinema. Il riconoscimento evidenzia la sua capacità di trasformare la materia narrativa in immagini sceniche dense di tensione e umanità.

La giuria ha motivato il premio sottolineando come Dante abbia saputo portare la sicilianità in scena intrecciando ricerca linguistica e contenuti sociali: temi come la famiglia, la morte, il lutto, il sogno, l’amore e la violenza sono ricorrenti nella sua estetica. In questa occasione la regista è tornata allo strato barocco e immaginifico della tradizione napoletana attraverso l’adattamento di Giambattista Basile, riprendendo e rinnovando un immaginario fiabesco e al tempo stesso crudo.

Percorso internazionale e interdisciplinarità

Emma Dante è stata chiamata a lavorare in spazi di rilievo internazionale, dai grandi teatri italiani ai palcoscenici europei, e ha esteso il suo linguaggio a progetti cinematografici e letterari. Tra gli snodi della sua carriera figura il film Via Castellana Banderapresentato alla Mostra del Cinema, e produzioni per istituzioni come il Piccolo Teatro di Milano e il Théâtre de la Comédie-Française. Questi passaggi hanno consolidato un linguaggio scenico riconoscibile che unisce semplicità espressiva e intensità emotiva.

Mario Banushi: la trilogia, l’origine e il Leone d’argento

Il Leone d’argento è stato attribuito a Mario Banushi per una produzione che unisce memoria personale e immagini poetiche: la sua trilogia, presentata nella sua interezza al Festival come Romance Familiareindaga il lutto, l’assenza e le pratiche familiari con un linguaggio fatto di pause, silenzi e gesti quotidiani. Le opere di Banushi mescolano realismo radicale e aperture simboliche, creando sequenze che sembrano semplici ma che contengono viaggi archetipici nella condizione umana.

Cresciuto in Albania fino all’età di sei anni e poi rientrato in Grecia, dove è nato nel 1998, Banushi si è formato alla Scuola d’Arte Drammatica del Conservatorio di Atene. Il suo debutto registico è avvenuto in tempi di pandemia con uno spettacolo creato per uno spazio domestico, che ha catturato l’attenzione del mondo teatrale e gli ha aperto le porte del teatro nazionale greco. Da lì sono nati i lavori successivi, tra cui Goodbye, Lindita e Taverna Miresiache hanno conosciuto repliche prolungate e tournée internazionali.

Un teatro di radicamento e impegno

La motivazione del premio ha posto l’accento su come il teatro di Banushi sia al tempo stesso intimista e capace di un affondo politico: le memorie familiari e i piccoli rumori quotidiani diventano strumenti per raccontare questioni più vaste, dalla migrazione all’emarginazione sociale. Il suo linguaggio, fatto di ellissi e suggestioni, invita il pubblico a sentire piuttosto che a recepire un messaggio lineare, promuovendo una partecipazione immediata e sensoriale.

Momenti e ospiti della cerimonia a Cà Giustinian

La premiazione si è svolta in un clima che ha unito momenti istituzionali e presenza di artisti e figure del mondo culturale internazionale. Il direttore del settore Teatro ha proposto i premi e il consiglio di amministrazione della Fondazione ha formalizzato le attribuzioni. Durante la serata sono emerse riflessioni sul ruolo del teatro nel rappresentare marginalità e storie familiari, oltre a sottolineare l’importanza della scena contemporanea per avvicinare linguaggi diversi.

Entrambi i riconoscimenti valorizzano percorsi differenti ma complementari: da una parte la carriera consolidata e la cifra stilistica forte di Emma Dante; dall’altra, l’ascesa di un giovane autore che ha saputo trasformare esperienze personali in un teatro di ampia risonanza internazionale. I premi confermano la Biennale come luogo di confronto e scoperta per il teatro europeo e globale.

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