Nel cuore di Murano, l’artista Marco Toso Borella ha dato vita a una nuova opera monumentale che unisce tradizione e innovazione. ‘Anghiari’ esposta al Museo del Vetro di Murano è un omaggio al capolavoro perduto di Leonardo da Vinci, la Battaglia di Anghiari reinterpretato in una chiave contemporanea.
L’opera, realizzata con la tecnica del graffito su foglia d’oro su vetro di Murano, misura 170 per 70 centimetri e fa parte della mostra BABEL promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e visitabile fino al 30 marzo.
Un dialogo tra passato e presente
Toso Borella ha iniziato a studiare la Battaglia di Anghiari durante l’adolescenza e a 17 anni ne aveva realizzato una prima ricostruzione grafica. L’opera attuale riprende quella ricerca e associa alla rappresentazione rinascimentale elementi legati alla contemporaneità.
Nel groviglio di cavalieri e cavalli della battaglia affiorano smartphonedroniloghi dei social network e l’ombra dell’intelligenza artificiale. Sullo sfondo, la Torre di Babele e le Twin Towers evocano le contraddizioni della civiltà attuale, divisa tra connessione e solitudine, progresso e conflitto.
La tecnica innovativa
L’opera è realizzata con la tecnica del graffito su foglia d’oro sviluppata dall’artista a partire dalla tradizione della famiglia Toso Borella. La lavorazione prevede l’incisione manuale della foglia d’oro, la sovrapposizione di strati di vetro e l’utilizzo di interventi pittorici policromi a diversi livelli.
La tecnica, denominata Murano Glass Gold Graffito 3D combina incisione, stratificazione del vetro e pittura su più livelli per ottenere effetti di profondità. Questa innovazione permette all’artista di creare opere che dialogano con il passato ma guardano al futuro.
Il mistero della Battaglia di Anghiari
L’opera ‘Anghiari’ richiama anche il mistero della possibile sopravvivenza dell’affresco di Leonardo da Vinci sotto l’opera di Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio a Firenze. Secondo l’artista, la scritta Cerca trova presente nell’affresco potrebbe essere un riferimento alla presenza dell’opera leonardesca.
Questa interpretazione, sebbene non accertata, invita a grattare la superficie per ritrovare ciò che la storia ha celato. L’opera diventa così un invito a esplorare e scoprire, un viaggio tra passato e presente.
Sabato 12 settembre, Marco Toso Borella sarà presente al Museo del Vetro per illustrare l’opera ai visitatori. L’artista, che lavora da oltre quaranta anni nel settore del vetro artistico muranese, è anche fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra una formazione corale veneziana composta da oltre 300 elementi.
A Murano, alcune sue opere sono conservate nella collezione permanente del Museo del Vetro e nella Basilica di San Donato. La sua tecnica innovativa e il suo approccio unico continuano a ispirare e affascinare, rendendo ‘Anghiari’ un’opera da non perdere.



