Venezia piange la perdita di Luna Darin, una giovane artista che ha dedicato la sua vita alla creazione di perle di vetro, un’arte tradizionale veneziana. La sua morte improvvisa, causata dal virus West Nile, ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità artistica e tra i suoi cari.
Luna era la protagonista del documentario ‘Custodi. L’eredità culturale di Venezia’, che avrebbe dovuto essere presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Il film, voluto dalla Soprintendenza, celebra due beni culturali immateriali: le perle veneziane e il merletto di Burano e Pellestrina.
Una vita dedicata all’arte delle perle
Nata e cresciuta in una famiglia di perlai, Luna ha ereditato la passione per l’arte delle perle di vetro. Dopo le superiori, ha iniziato a lavorare nel negozio della madre, ai piedi del Ponte della Guglie, dove ha creato le sue prime perle. La sua dedizione e il suo talento l’hanno portata a collaborare con il regista Andrea Longhin per il documentario, guidandolo nei luoghi dell’arte delle perle.
Da dieci anni era legata a Luca, il suo compagno e collega, con cui aveva aperto un nuovo laboratorio a San Cassino, chiamato ‘Alchimia Vitrum’. Nel sito della bottega, Luna si descriveva con parole intrise di affetto per un mestiere antico: la gioia di infilare gioielli, l’incanto per le movenze delle artigiane che, ‘come maghe, danzano con il fuoco per creare opere d’arte’.
La tragedia del West Nile
A fine agosto, Luna è stata punta da una zanzara che le ha trasmesso il virus West Nile. Il virus, ormai endemico anche in Italia, può avere esiti gravi, soprattutto in persone con patologie preesistenti. Luna soffriva da anni di una malattia autoimmune, tenuta sotto controllo dai farmaci. Il quadro clinico si è rapidamente compromesso, e nonostante i tentativi di trapianto, Luna è morta mercoledì.
‘Sono stati tutti bravissimi, sia a Venezia che a Padova. Hanno fatto di tutto per salvare mia figlia’, racconta la madre Liliana Vianello. Le indagini dell’Ulss 3 hanno confermato che si tratta di un caso isolato, che non necessita di interventi di disinfestazione.
Ricordi e omaggi
Alla proiezione del documentario, la commozione era palpabile. Marisa Convento, presidente del Comitato per la salvaguardia dell’arte delle perle di vetro veneziane, ha ricordato Luna come una persona attiva, rispettosa e amata da tutti. ‘Lei era la più giovane di tutti noi, ma sempre piena di idee. In questo periodo, con il nuovo laboratorio, era felicissima. Stava per aprire un nuovo capitolo di vita’, ha detto Convento.
Anche l’assessore al commercio, Sebastiano Costalonga, ha espresso il suo cordoglio: ‘Siamo tutti scossi da questa tragedia. Luna la conosco da sempre, l’ho vista crescere. Sempre sorridente, piena di energia. Mi confrontavo spesso con lei sull’artigianato veneziano’.
Sara Bini, funzionaria della Soprintendenza che ha seguito il progetto, ha aggiunto: ‘Tutto l’amore che metteva nel suo lavoro si vede nel documentario e nelle riprese che resteranno nei nostri archivi. Tutta la sua passione diventerà un bene culturale custodito’.



