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Malore in acqua a Chioggia: vittima non identificata

Una tragedia si è consumata questa mattina sul litorale di Sottomarina, dove un uomo è morto in mare. I bagnini e i sanitari hanno tentato invano di salvarlo.

Malore in acqua a Chioggia: vittima non identificata

Una tragedia si è consumata questa mattina, 7 agosto, sul litorale di Sottomarina, nel comune di Chioggia. Verso le 9:30, un uomo di circa 75 anni è stato trovato privo di vita in mare, tra la torretta 12 e la 13. Le cause del decesso sono ancora da accertare, ma si ipotizza un malore improvviso.

L’intervento dei soccorsi

L’uomo è stato avvistato in difficoltà in acqua dai bagnini di salvataggio, che si sono immediatamente attivati per prestare soccorso. Quattro bagnini si sono tuffati in mare per recuperare la vittima e portarla a riva, dove hanno praticato il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Sul posto sono giunti in pochi minuti l’ambulanza del 118 e l’elisoccorso da Padova. Nonostante i tentativi di rianimazione, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso. L’uomo, che indossava solo il costume da bagno, non aveva con sé alcun documento, rendendo difficile la sua identificazione.

Le indagini della Capitaneria di Porto

La salma è stata trasportata all’obitorio di Chioggia, mentre la dinamica dell’accaduto è ora al vaglio della Capitaneria di Porto. I militari della guardia costiera clodiense stanno collaborando con il Suem e le forze dell'ordine per ricostruire l’identità della vittima e capire se si trattasse di un residente della zona o di un turista.

Al momento, non sono stati trovati effetti personali o documenti sull’arenile. I militari stanno perlustrando gli arenili e attendono segnalazioni per capire se il mare abbia restituito qualche oggetto appartenente all’uomo. Le cause del decesso, se legate all’annegamento o a un malore indipendente dal bagno, sono ancora da accertare.

Il proprietario dei bagni Clodia, Alberto Vianello, ha confermato l’arrivo dell’elisoccorso, ma ha sottolineato che non c’era più nulla da fare per la vittima. La professionalità dei bagnini di soccorso e dei bagnini a terra è stata riconosciuta da chi ha assistito alle manovre, che hanno attrezzato l’area per proteggere il corpo alla vista dei bagnanti.

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