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Massimo Cacciari legge Gli ultimi giorni dell’umanità in prima serata e in streaming

Massimo Cacciari presenta a Venezia una lectio su Karl Kraus e il suo monumentale dramma della Prima guerra mondiale: appuntamento il 13 giugno in tv e in streaming, con anteprima alla Biblioteca della Biennale di Venezia introdotta da Pietrangelo Buttafuoco

Massimo Cacciari legge Gli ultimi giorni dell’umanità in prima serata e in streaming

La figura di Karl Kraus e il suo imponente testo del 1922intitolato Gli ultimi giorni dell’umanitàtornano al centro dell’attenzione grazie a una rilettura pubblica firmata da Massimo Cacciari. L’appuntamento principale è fissato per il 13 giugnoquando la lectio magistralis andrà in onda in prima serata sul Nove e sarà disponibile in streaming su e Discovery+. Prima della trasmissione televisiva, è stata organizzata una presentazione con estratti del lavoro presso la Biblioteca della Biennale di Veneziadove la conversazione è stata introdotta dal presidente Pietrangelo Buttafuoco.

Nel rivedere l’opera di Kraus, Cacciari mette in luce il carattere profondamente critico e senza sconti del dramma, che oltrepassa la cronaca bellica per trasformarsi in una diagnosi sulla civiltà europea. Il testo, di oltre 800 pagine, è stato concepito come una tragedia in cinque atti e, nella lettura proposta, si evidenziano analogie con i nostri giorni: la dissoluzione delle forme politiche e culturali tradizionali e la trasformazione del conflitto in una logica che non ammette comunque mediazioni. In proposito Cacciari richiama il concetto che la guerra diventa «la guerra in funzione della pace» e al contempo denuncia la criminalizzazione totale del nemico, recuperando riferimenti filosofici come quelli di Kant.

La presentazione alla Biblioteca della Biennale di Venezia

La mattinata di presentazione, svoltasi presso la Biblioteca della Biennale di Veneziaha offerto al pubblico un’anteprima di alcuni spezzoni della lectio. L’incontro, introdotto da Pietrangelo Buttafuocoha messo in scena frammenti dell’opera che resistono come feroci moniti: l’idea di usare la propria voce come atto di testimonianza e la consapevolezza che spesso quel richiamo resterà «un grido nel deserto». Durante la presentazione è stato sottolineato il valore storico e culturale dell’opera come specchio della Prima guerra mondiale e come strumento per interrogare il presente.

Rilettura critica: dall’ethos europeo alla nuova logica del conflitto

Nella ricostruzione di Cacciari, la grandezza della guerra del passato non si limita al ripetersi dei traumi ma segna un punto di svolta: l’Europa perde il ruolo di grande potenza politica e culturale, venendo meno quell’ethos che aveva guidato intellettuali e classi dirigenti. Questa perdita è al centro dell’analisi sul tramonto di quel che veniva chiamato Jus Publicum Europeumil sistema delle relazioni internazionali che, pur sanguinoso, conosceva meccanismi di riequilibrio e mediazione. La lectio insiste sul cambio di paradigma dove il nemico non è più avversario da sconfiggere e poi negoziare, ma figura da eliminare, in una logica che richiama il concetto kantiano di bellum internecinum.

Risonanze letterarie e filosofiche nella chiusura del dramma

La chiusura dell’opera di Kraus non offre redimibilità: citando riferimenti letterari come Dostoevskijil dramma si chiude con l’immagine di una vittoria dell’«Anticristo», metafora della disumanizzazione e del trionfo di forze distruttive. Nell’interpretazione di Cacciari questa scelta narrativa diventa un avvertimento per il presente e un invito a leggere la guerra non solo come evento militare ma come frattura civile e morale. L’idea di affrontare la crisi «con spirito critico», come suggerito dal filosofo, si lega all’invito a considerare ogni tempo di crisi come se fosse il «Giorno del giudizio», momento di verifica sull’uso della ragione e della responsabilità collettiva.

La messa in onda del 13 giugno su Nove e lo streaming su e Discovery+ propongono al grande pubblico una rara occasione per confrontarsi con un testo monumentale del Novecento e con una lettura che lo lega direttamente alle tensioni attuali. La presentazione alla Biblioteca della Biennale di Venezia ha anticipato i contenuti principali, mostrando come il passato possa offrire strumenti di comprensione per il presente. L’iniziativa conferma il valore della rilettura critica e della voce pubblica come strumenti per non lasciare che i segnali più gravi restino ignorati.

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