Nel tradizionale incontro con la stampa noto come Ventaglio il presidente della Repubblica ha usato un tono misurato ma fermo per richiamare la classe politica a comportamenti più responsabili. Il discorso ha toccato più temi concreti: l’aggressività verbale nel dibattito pubblico, la gestione della sicurezza e le difficoltà che affliggono il servizio pubblico radiotelevisivo. In ciascun passaggio il capo dello Stato ha ribadito la necessità di mantenere l’imparzialità istituzionale pur offrendo spunti di riflessione che superino l’immediatezza della cronaca.
Richiamo ai toni del confronto politico e preoccupazione per l’astensionismo
Il presidente ha espresso preoccupazione per l’uso di un linguaggio eccessivamente aggressivo nel confronto pubblico, definendolo spesso inopportuno e controproducente. Ha sottolineato che le tensioni legate alla campagna elettorale, ancora agli inizi, non devono distogliere l’attenzione dai problemi che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo contesto ha posto l’accento sul fenomeno in crescita della mancata partecipazione al voto indicandolo come un elemento centrale che dovrebbe mobilitare tutte le forze politiche. Il richiamo è chiaro: la politica deve favorire il rispetto reciproco per non indebolire la fiducia nella democrazia.
Ordine pubblico, legittima difesa e insistenza sul rispetto della legge
Su questioni di ordine pubblico e sicurezza il presidente ha tracciato un principio netto: i comportamenti individuali devono essere disciplinati dalle regole della legge non il contrario. Ha ribadito che modificare norme in funzione di singoli episodi minerebbe lo stato di diritto e non aumenterebbe la sicurezza. Richiami specifici sono stati fatti rispetto a episodi che hanno acceso il dibattito pubblico, sottolineando l’inaccettabilità della violenza come modalità di azione politica. Questa linea mira a difendere le basi della convivenza democratica e a prevenire giustificazioni che possano legittimare comportamenti aggressivi contro le regole comuni.
Val di Susa e responsabilità nel condannare la violenza
Riferendosi ai recenti scontri nei cantieri della Tav in Val di Susa, il presidente ha condannato con fermezza ogni forma di violenza, osservando che esitazioni nel pronunciarsi contro atti aggressivi compromettono il tessuto democratico. Ha invitato politici e cittadini a non tollerare circospezioni che possano essere interpretate come giustificazioni della forza: la violenza è stata definita come un virus letale per la democrazia che colpisce chi la pratica e chi la giustifica.
Servizio pubblico radiotelevisivo e recepimento del regolamento europeo
Un passaggio significativo del discorso ha riguardato la situazione della Rai e della Commissione parlamentare di vigilanza, ferma da mesi. Il presidente ha sollecitato lo sblocco delle nomine e il ripristino del funzionamento degli organi di indirizzo, mettendo in luce l’importanza cruciale dell’informazione pubblica nei sistemi democratici. Ha inoltre rilevato come risulti difficile comprendere i ritardi nel recepimento del European Media Freedom Act norma europea pensata per tutelare la libertà dei media; il richiamo è a completare il percorso di adeguamento senza ulteriori indugi.
Europa, difesa comune e riforma dei Trattati
Sul fronte europeo il presidente ha difeso l’idea di una difesa comune efficace come strumento per preservare la pace, non come minaccia. Ha ricordato l’opportunità mancata legata all’abbandono, nel 2026, della prospettiva di una nuova Convenzione per la riforma dei Trattati, un percorso che avrebbe potuto dotare l’Unione di strumenti decisionali più incisivi. Il richiamo è stato rivolto soprattutto a chi, pur criticando l’Unione per scarsa efficacia, ne ostacola le possibili riforme istituzionali, impedendo così un rafforzamento delle capacità europee di risposta alle crisi.
In chiusura il presidente ha ribadito il ruolo della sua figura come garante della continuità istituzionale: non un arbitro della dialettica politica, ma un punto di riferimento che può indicare esigenze e stimolare una riflessione ampia e duratura. L’appello centrale è stato rivolto a tutte le forze politiche: moderazione nei toni, attenzione alle priorità dei cittadini e impegno a non abbandonare la tutela delle regole e delle istituzioni.



