Malé, Maldive — Il 20 maggio 2026 si è chiusa la fase centrale di una complessa missione di search & recovery condotta in collaborazione con le autorità locali e coordinate da DAN Europe. Dopo tre giorni di attività specialistiche, il team finlandese composto da Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist ha recuperato le ultime vittime all’interno del sistema di grotte di Dhekunu Kandu. L’operazione odierna è durata circa tre ore e si è svolta in condizioni meteo-marine favorevoli che hanno permesso l’esecuzione del piano con efficienza e sicurezza, consentendo il trasferimento dei corpi verso la superficie e il successivo imbarco sulle unità della Guardia Costiera.
La missione ha fatto uso di attrezzature altamente specializzate: tra queste Rebreather a circuito chiuso (CCR), DPV (scooter subacquei) e configurazioni ridondanti studiate per ambienti ostruiti. Un’immersione tecnica in grotta richiede ruoli precisi: due subacquei hanno avuto il compito primario di trasportare i corpi attraverso i passaggi più angusti del sistema di cavità, mentre un terzo operatore ha garantito la safety operativa e ha documentato l’intervento. Le manovre hanno previsto procedure di decompressione controllata e la gestione dei rischi di impiglio e di riduzione della visibilità dovuta al sedimento sollevato durante la penetrazione.
L’operazione e le fasi precedenti
Le attività a Dhekunu Kandu si sono sviluppate in più fasi a partire dal dispiegamento della task force internazionale; il primo obiettivo operativo è stato raggiunto il 18 maggio 2026, quando gli specialisti hanno localizzato tutte e quattro le vittime durante una prima immersione di penetrazione. Nei giorni successivi, con il contributo della Maldives National Defence Force, della polizia locale e dell’Ambasciata italiana a Malé, le squadre hanno pianificato e realizzato i recuperi progressivi: due corpi sono stati spostati fino a 30 metri di profondità, dove team maldiviani hanno completato il trasferimento verso la superficie. Questa sequenza ha richiesto coordinamento, decompressione prolungata e soluzioni logistiche per il trasporto rispettoso delle salme fino alle unità costiere.
Tecnica e parametri di rischio
Dal punto di vista tecnico, l’impiego del CCR è stato fondamentale: il rebreather a circuito chiuso ricicla il gas espirato, rimuovendo l’anidride carbonica e reintegrando ossigeno, permettendo immersioni più lunghe con produzione ridotta di bolle, un elemento cruciale in grotta. L’uso dei DPV ha mitigato la fatica e accelerato gli spostamenti interni, mentre le configurazioni ridondanti hanno aumentato i margini di sicurezza. Tra i rischi gestiti figuravano il potenziale impiglio nelle sagole guida, la turbidità causata dal sedimento e la necessità di monitorare i profili di decompressione: tutte variabili affrontate con protocolli consolidati di cave diving e di recupero in ambienti confinati.
Cooperazione internazionale e ruoli
La riuscita delle operazioni è stata possibile grazie a un’intensa collaborazione tra attori nazionali e internazionali: DAN Europe ha coordinato il team specialistico e la logistica tecnica, la Maldives National Defence Force e la polizia hanno fornito supporto operativo locale, mentre l’Ambasciata italiana ha assicurato il collegamento con le autorità di origine dei subacquei coinvolti. Laura Marroni, CEO di DAN Europe, ha sottolineato l’importanza del coordinamento e della professionalità delle squadre impegnate, rimarcando come la sicurezza degli operatori e il rispetto per le vittime siano state priorità costanti nella comunicazione e nelle scelte operative.
Ringraziamenti e comunicazione
Il team finlandese ha espresso pubblicamente le condoglianze alle famiglie delle vittime e ha ringraziato tutti i soggetti che hanno reso possibile l’intervento: oltre a DAN Europe e alle autorità maldiviane, sono stati menzionati volontari e personale di supporto. È stata richiesta la massima riservatezza e il rispetto per le famiglie, invitando media e pubblico a non diffondere immagini o filmati relativi ai corpi o alle procedure di recupero. Numerosi messaggi di incoraggiamento sono stati ricevuti, e il team ha voluto evidenziare la necessità di serenità operativa durante le fasi ancora in corso.
Fasi finali e ripristino del sito
Nonostante la conclusione della principale fase di recupero il 20 maggio 2026, la missione prevede ancora attività residue: è programmata un’ultima immersione operativa per rimuovere sagole guida e attrezzature installate all’interno della grotta, con l’obiettivo di ripristinare l’ambiente e di lasciare il sito nelle condizioni migliori possibili. Durante questa fase verranno anche effettuate ulteriori mappature e raccolte documentali da condividere con le autorità maldiviane, tenendo conto che l’indagine sui fatti è ancora in corso. Il pensiero e il rispetto per le famiglie delle vittime rimangono al centro di ogni iniziativa fino alla conclusione formale della missione.


