Il mondo della gastronomia è stato scosso da una notizia di grande tristezza: Nadia Santini, la celebre chef dietro il ristorante Dal Pescatore, è venuta a mancare all’età di 73 anni. Il suo nome è indissolubilmente legato a un percorso di perfezione che ha attraversato più di tre decenni, dal piccolo borgo di Runate, a Canneto sull’Oglio, fino alle più prestigiose guide internazionali.
La famiglia ha comunicato la scomparsa sulla pagina Instagram ufficiale del ristorante, accompagnando il messaggio con parole cariche di affetto. L’annuncio, delicato ma definitivo, ha rapidamente fatto il giro dei social, suscitando un’ondata di ricordi e tributi da parte di colleghi, appassionati e istituzioni.
Lutto annunciato dalla famiglia e tributo sui social
Nel post pubblicato, la figlia Giovanni ha scritto: “Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo”. Prosegue ricordandola come una donna che ha tracciato un solco profondo nella vita delle persone, insegnando valori di sensibilità, empatia e amore. Il messaggio si chiude con i commoventi “Grazie Nadia, Grazie Mamma”, riecheggiando il legame indissolubile tra la chef e la sua famiglia.
Il cammino di una chef tra Runate e le stelle Michelin
Nel 1996, Dal Pescatore ha ottenuto la sua prima stella Michelin, avviando un percorso che l’avrebbe portata a conquistare ben tre stelle, un risultato mantenuto con costanza sin dal 1996. Questo traguardo ha trasformato il piccolo locale di campagna in una meta di pellegrinaggio per i buongustai di tutto il mondo, consolidando la reputazione di Nadia come maestra di cucina tradizionale e innovativa. La sua filosofia si basava su ingredienti locali, lavoro meticoloso e una semplicità che lasciava spazio al gusto puro.
Riconoscimenti internazionali e ruolo di pioniera
Nel 2013, la chef ha raggiunto un altro storico riconoscimento: è stata eletta migliore chef donna al mondo dal prestigioso premio Veuve Clicquot World’s Best Female Chef. Questo premio ha sancito la sua posizione di prima donna italiana a conquistare il massimo riconoscimento della Guida Michelin, aprendo la strada a una nuova generazione di donne in cucina. La sua vittoria è stata vista come un simbolo di parità di genere e di eccellenza meritocratica nel settore gastronomico.
Reazioni istituzionali e legami con il territorio
Il cordoglio non è rimasto solo a livello familiare. Alberto Stefani, presidente del Veneto, ha espresso parole di rispetto ricordando che Nadia era originaria di San Pietro Mussolino, un paesino del Vicentino. Il riconoscimento da parte di un’istituzione politica sottolinea l’importanza del suo legame con il territorio, dove la tradizione contadina incontrava l’alta cucina. Il marito Antonio e i figli Giovanni e Alberto restano al centro del dolore, ma anche dei ricordi che la chef ha lasciato, alimentando la memoria di una vita dedicata al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità.



