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Naza in 515 sale italiane: la denuncia del “danno collaterale” israeliano

Naza porta nei cinema italiani la testimonianza segreta dei soldati e il marchio di “danno collaterale” che ha contato migliaia di vite a Gaza

Naza in 515 sale italiane: la denuncia del “danno collaterale” israeliano

Il documentario Naza ha conquistato il Premio speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, per poi essere distribuito da I Wonder Pictures in 515 sale cinematografiche italiane. Il film, realizzato da Yuval Abraham e Rachel Szor – due dei quattro registi di No Other Land vincitore dell’Oscar come miglior documentario nel 2025 – arriva in un periodo di forte tensione internazionale, offrendo una prospettiva inedita sul conflitto tra Israele e Gaza.

Non è un’opera di facile fruizione: le testimonianze provengono direttamente da soldati israeliani coinvolti nei raid aerei, i cui racconti rivelano una logica di “danno collaterale” sistematica e meccanizzata. Il film si propone di far conoscere al pubblico un meccanismo che, fino ad ora, è rimasto nascosto dietro al linguaggio militare e alle dichiarazioni ufficiali.

Naza, vincitore del Premio speciale della Giuria a Venezia

La giuria del festival ha premiato Naza per la sua capacità di andare oltre la semplice cronaca e di smontare, con rigore documentaristico, le strutture operative dell’esercito israeliano. Il regista Yuval Abraham, giornalista di lunga data, e la produttrice Rachel Szor, hanno un passato consolidato nel raccontare le violenze del conflitto: entrambi hanno curato No Other Land film che ha ottenuto l’Oscar nel 2025. Grazie a questa esperienza, Naza riesce a intrecciare interviste, ricostruzioni notturne sui tetti di Tel Aviv e analisi di documenti militari, creando un ritratto crudo e dettagliato di una strategia di guerra.

Il significato di Naza: il calcolo del “danno collaterale”

Il termine Naza è un acronimo militare derivato da nezek agavi ovvero “danno collaterale”. Secondo inchieste di testate indipendenti israeliane, l’esercito utilizza questo codice per indicare il numero stimato di civili palestinesi che potrebbero morire durante un attacco aereo specifico. Prima di ogni raid, un software denominato Lavender elabora una serie di dati – posizione, densità abitativa, comunicazioni intercettate – e fornisce una stima di “civili accettabili”. Questo valore è poi inserito in una tabella che guida le decisioni di autorizzazione.

Come funziona il software Lavender

Lavender sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale per scansionare le conversazioni dei residenti di Gaza alla ricerca di parole chiave associate a Hamas. Quando il sistema rileva una corrispondenza, incrocia le informazioni con mappe 3-D degli edifici, generando una percentuale di errore stimata intorno al 15 %. Una volta identificato l’obiettivo, il programma calcola quanti civili si trovano nello stesso edificio o nello stesso piano, includendo anche le persone che non hanno lasciato l’area nonostante gli ordini di evacuazione. In alcuni casi, i responsabili hanno dichiarato: “Meglio affidarsi a un’AI che a un soldato la cui famiglia è stata uccisa la settimana scorsa” evidenziando la disumanizzazione insita nel processo.

Testimonianze segrete dei soldati israeliani

Le interviste sono state raccolte in modo anonimo: i volti sono oscurati, le voci sono doppiate e i documenti mostrati a schermo hanno la calligrafia resa illeggibile. In totale, 24 membri dell’intelligence e dell’esercito hanno parlato, descrivendo una realtà in cui si sente “come Dio” perché si può ascoltare ogni conversazione, leggere ogni messaggio e accedere a ogni abitazione. Alcuni dei partecipanti hanno definito il sistema una “catena di montaggio” o un “videogioco” mentre altri hanno espresso rimorso, vergogna o addirittura indifferenza, sostenendo che i civili “meritavano” di morire.

Il governo israeliano ha reagito con dure critiche, chiedendo allo Shin Bet di identificare le fonti e minacciando la revoca della cittadinanza per i registi. Inoltre, le sale cinematografiche del Paese si sono rifiutate di proiettare il film, benché Naza debba essere disponibile gratuitamente sul sito del Guardian a partire da novembre, con l’obiettivo dichiarato dei registi di farlo vedere al popolo israeliano.

Distribuzione, reazioni e prossimo futuro

In Italia, la distribuzione è stata affidata a I Wonder Pictures, che ha programmato le proiezioni per i giorni 28, 29 e 30 settembre e ha confermato la continuità della programmazione anche dopo l’evento iniziale. Molte delle 515 sale hanno registrato il tutto esaurito, segno di un forte interesse del pubblico verso un tema tanto delicato quanto necessario. La prova cinematografica è accompagnata da una campagna di sensibilizzazione che invita lo spettatore a riflettere sul ruolo della tecnologia nella guerra e sulla responsabilità morale dei decisori.

Il film resta un punto di riferimento per chi desidera comprendere le dinamiche nascoste del conflitto e, al contempo, un monito per le società che affidano decisioni di vita e di morte a macchine.

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