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Osvaldo Bagnoli, l’allenatore dello scudetto dell’Hellas Verona

Verona si è riunita per rendere omaggio a Osvaldo Bagnoli, l'allenatore che ha guidato l'Hellas Verona alla vittoria dello scudetto nel 1985.

Osvaldo Bagnoli, l’allenatore dello scudetto dell’Hellas Verona

Verona ha detto addio a Osvaldo Bagnoli, il leggendario allenatore che ha portato lo scudetto all’Hellas Verona nel 1985. La città si è riunita nella basilica di San Zeno per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio italiano.

Nato a Milano nel quartiere della Bovisa, Bagnoli ha trascorso gran parte della sua vita a Verona, diventando un simbolo per la città. La sua carriera da calciatore lo ha visto indossare le maglie di Milan, Verona e Udinese, ma è dalla panchina che ha lasciato il segno più profondo.

Un’impresa storica

Nel 1981, Bagnoli è tornato a Verona come allenatore, guidando la squadra per nove stagioni. È stato lui, il “mago della Bovisa” a trasformare un sogno in realtà, portando l’Hellas Verona alla vittoria dello scudetto nella stagione 1984-1985. Una squadra composta da giocatori come Preben Elkjaer, Hans-Peter Briegel, Pierino Fanna, Nanu Galderisi e Antonio Di Gennaro, ha scritto una pagina di storia del calcio italiano.

Bagnoli ha trasmesso alla sua squadra un’idea di calcio che ha conquistato non solo i tifosi, ma l’intera nazione. La vittoria dello scudetto è stata un’impresa che ha unito una città intera, creando un legame indissolubile tra l’allenatore e Verona.

Un uomo di umiltà e concretezza

L’omelia celebrata dal vescovo Domenico Pompili ha tracciato il profilo umano e spirituale di Bagnoli, definendolo uno “Schopenhauer del pallone” un uomo sobrio, concreto e autentico. La sua umiltà e la sua capacità di introdurre l’utopia dell’unità in un’intera città sono stati ricordati con affetto e rispetto.

Tra i presenti alla cerimonia, il sindaco Damiano Tommasi, che ha ricordato Bagnoli come un uomo che ha dato molto alla città, e tanti volti noti del calcio, tra cui Nevio Scala, Beppe Iachini e Giovanbattista Pastorello. Anche i giocatori della squadra campione d’Italia del 1985 hanno partecipato, rendendo omaggio al loro allenatore con parole commoventi.

Ricordi e testimonianze

Pierino Fanna ha ricordato Bagnoli come un uomo di pochi parole, che amava i fatti. Preben Elkjaer ha parlato di un allenatore che gli ha insegnato cosa fosse la Serie A. Gigi Sacchetti lo ha definito un padre, a cui deve tutto. Beniamino Vignola ha sottolineato che lo scudetto conquistato è un trofeo che nessuno potrà mai portar via.

Momenti di profonda commozione hanno caratterizzato la cerimonia, con Nanu Galderisi e Antonio Di Gennaro che hanno stretto mani tra la gente, creando un legame diretto con i tifosi.

Un’eredità indelebile

Osvaldo Bagnoli ha lasciato un’eredità che va oltre il calcio. La sua capacità di unire una squadra e una città intera, di trasformare un sogno in realtà, è un esempio di come l’umiltà e la concretezza possano portare a grandi risultati.

Il comunicato ufficiale dell’Hellas Verona ha ricordato Bagnoli come una leggenda inimitabile, un uomo che ha incarnato valori di rispetto e ammirazione. La sua carriera da calciatore e da allenatore ha mostrato qualità che lo hanno portato a guidare il Verona a tre partecipazioni alle coppe europee e due finali di Coppa Italia.

Le parole del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, e del sindaco Damiano Tommasi hanno sottolineato l’importanza di Bagnoli per la città di Verona. Un uomo che ha dato molto e che ha lasciato un segno indelebile nella storia dello sport italiano.

Osvaldo Bagnoli, il mago della Bovisa, ha consegnato il suo scudetto alla storia e alla leggenda, lasciando un’eredità che continuerà a vivere nei cuori dei tifosi e nella memoria della città di Verona.

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