Nel cuore di Mestre, la ricerca del parcheggio più vicino al centro o ai luoghi d’interesse spinge alcuni automobilisti a superare i limiti della legalità. Il desiderio di parcheggiare senza pagare li porta a utilizzare contrassegni per disabili falsificati, un fenomeno ormai noto alla polizia locale. Negli ultimi mesi, gli accertamenti hanno messo in luce una rete di falsi documenti che, pur apparendo autentici, nascondono una realtà ben diversa.
La pista più recente è iniziata domenica scorso in piazzale Donatori di Sangue dove gli agenti hanno fermato un veicolo con il contrassegno esposto sul parabrezza. Una rapida verifica ha evidenziato l’assenza di ogni elemento di autenticità: timbri, ologrammi e plastificazione non corrispondevano a quelli dei documenti rilasciati dagli uffici competenti. L’uomo è stato immediatamente denunciato e le indagini sono proseguite per capire se quel caso fosse isolato o parte di un disegno più ampio.
Indagini sul campo: dal semplice accertamento al monitoraggio prolungato
Secondo le procedure della polizia locale il controllo di un contrassegno non si limita a una lettura superficiale. Dopo il primo accertamento, gli agenti avviano un vero e proprio appostamento osservando per giorni gli spostamenti della presunta persona con disabilità. Questo metodo permette di verificare la coerenza tra le abitudini di guida e le dichiarazioni ufficiali, evitando così sanzioni ingiustificate. Quando i dati raccolti indicano una discrepanza, si procede a un “blitz” più approfondito, durante il quale il documento viene analizzato in dettaglio e, se necessario, inviato a un laboratorio per un esame tecnico.
Come viene valutata l’autenticità del documento
L’esame tecnico contempla vari aspetti: la qualità della plastificazione, la presenza e la corretta disposizione dei timbri, l’allineamento dell’ologramma sui bordi. In molti casi i falsi vengono realizzati copiando i dati da documenti veri, ma le imperfezioni sono evidenti a chi conosce i dettagli del contrassegno disabilità. Quando la contraffazione è confermata, la denuncia si concretizza in una sanzione amministrativa, che può variare in base alla gravità del reato.
Sanzioni, profili degli autori e aree più colpite
Finora le multe per l’uso improprio di un contrassegno ammontano a una quarantina di sanzioni elevate, soprattutto quando il documento è stato sottratto a un parente disabile. Gli accertamenti hanno mostrato che i trasgressori non sono residenti a Venezia, ma spesso provengono da altre regioni d’Italia, attratti dal centro storico di Mestre, dal piazzale Roma dal piazzale Cialdini dal parcheggio del Lido Santa Maria Elisabetta o da Marghera. In questi punti, la tentazione di parcheggiare gratuitamente è più alta, così come la probabilità di incorrere in controlli della polizia locale.
Quando le autorità scoprono che il veicolo è stato parcheggiato con il contrassegno di un terzo, gli agenti non esitano a contattare direttamente il titolare del documento per verificare la veridicità delle affermazioni. Se la frode è confermata, la multa si fa più salata, soprattutto in presenza di violazioni aggiuntive, come l’occupazione di spazi riservati ai disabili. La strategia di monitoraggio prolungato ha dimostrato la sua efficacia, riducendo il numero di falsi contrassegni in circolazione e restituendo ai cittadini con reale diritto di disabilità la possibilità di usufruire dei parcheggi riservati.



