Nel cuore del Salento, la piccola cittadina di Copertino sta vivendo una discussione inattesa sulla gestione dei rifiuti. Il problema non è nuovo: per anni i residenti hanno osservato sacchi di plastica, bottiglie e detriti abbandonati lungo le strade periferiche, ma poche iniziative hanno sortito effetto. Nel fine settimana del 27 settembre 2026 il sacerdote della parrocchia della Beata Vergine Maria Addolorata ha deciso di intervenire in modo diverso, trasformando la navata della chiesa in una sorta di galleria didattica.
L’azione si è svolta durante la celebrazione della messa domenicale: le immagini, precedentemente pubblicate sulla pagina social della parrocchia, sono state stampate in grande formato e incollate alle colonne della nave centrale. Il gesto ha colto di sorpresa i fedeli, che si sono trovati davanti a una serie di fotografie che mostrano cumuli di rifiuti lungo via Specchia di San Vito, una via trafficata e poco curata del territorio.
Le foto di via Specchia nella navata della Beata Vergine Addolorata
Le immagini recano testimonianze visive di sacchi neri strapieni, bottiglie di plastica sparse come confetti, barili di vernice abbandonati e persino due materassi dimenticati sul marciapiede. Il parroco Giuseppe Venneri ha sottolineato che la scelta di collocare questi scatti accanto ai simboli sacri è voluta per creare un contrasto fortemente emotivo. L’intento è quello di rendere inevitabile la consapevolezza del degrado ambientale, facendo emergere il disagio che la spazzatura porta all’intera comunità.
Cosa mostrano le immagini
Ogni fotografia evidenzia, oltre al disordine materiale, un elemento di abbandono sociale: i rifiuti non sono soltanto oggetti inutili, ma testimoniano la mancanza di rispetto per il territorio condiviso. Tra le scene più inquietanti, si nota un secchio di vernice ancora aperto, ancora appiccicoso, e una serie di sacchi di plastica che sembra quasi accumularsi per formare un muro invisibile. Il parroco ha definito il fenomeno “schifoso“, un aggettivo scelto per denunciare la gravità del gesto di chi, senza rimorso, inquina gli spazi pubblici.
Reazione dei fedeli e azioni del sacerdote
Durante la messa, i presenti hanno reagito con sorpresa e confusione. Alcuni hanno chiesto se le foto fossero state inviate alle autorità; il parroco ha confermato di aver già consegnato le immagini alla Polizia locale, ricordando che chi assiste a tali atti non può restare in silenzio. Ha inoltre invitato i credenti a non essere semplici spettatori, ma a denunciare il comportamento scorretto se ne sono testimoni. Don Giuseppe ha ribadito che il compito della comunità è quello di vigilare sul proprio territorio, facendo della denuncia un gesto di responsabilità civica.
Il coinvolgimento delle istituzioni e l’appello morale
Il parroco ha menzionato che la questione è stata recentemente discussa dalla commissione teologica internazionale, che la qualifica come un “peccato grave contro il creato”. In questa ottica, l’abbandono dei rifiuti non è solo una violazione delle norme igieniche, ma un vero e proprio affronto al mandato cristiano di custodire la terra. Venneri ha chiesto alle autorità di intensificare i controlli, di installare sistemi di monitoraggio e di applicare sanzioni più severe, affinché il senso del bene comune torni a prevalere.
Prospettive e richieste per la comunità
La denuncia pubblica ha già generato discussioni tra i residenti, alcuni dei quali hanno promesso di partecipare attivamente a iniziative di pulizia e di segnalare ulteriori casi di illegalità. Il sacerdote ha concluso l’appello chiedendo, a chi non si sente in grado di raccogliere direttamente i rifiuti, di considerare la confessione come primo passo verso un cambiamento personale. Il messaggio è chiaro salvare l’ambiente è un dovere morale che coinvolge ogni cittadino, non solo le istituzioni.



