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Per Elisa di Giulia Vazzoler: un doppio esordio tra libro e album

Giulia Vazzoler lancia Per Elisa, opera cross‑mediale composta da un libro autobiografico edito da Florestano Edizioni e da un corrispondente album pubblicato da AlfaMusic; il progetto connette esecuzioni di Beethoven e Chopin a esperienze personali e missioni in aree come Siria, Palestina e Africa occidentale

Per Elisa di Giulia Vazzoler: un doppio esordio tra libro e album

La pianista e docente Giulia Vazzoler porta in libreria e in sala d’ascolto Per Elisa. Storie di musica e di frontieraun progetto che unisce parole e suono in un unico percorso. L’opera, pubblicata da Florestano Edizioni e affiancata da un album edito da AlfaMusicnasce dalla volontà dell’autrice di mettere la propria esperienza personale al centro dell’interpretazione musicale: la partitura diventa narrazione e la narrazione diventa colonna sonora.

Il formato del progetto e la genesi personale

Più che un memoir o un saggio specialistico, Per Elisa è strutturato come un diario in cui ogni capitolo si apre attorno a una composizione per pianoforte — tra gli autori citati figurano Beethoven, Chopin, Debussy, Brahms e Bach — e a un frammento di vita vissuta. Al centro del racconto c’è il brano simbolo, Für Eliseche in questo contesto rappresenta l’assenza originaria: il padre scomparso quando l’autrice era bambina. Dalla ferita iniziale si dipana un viaggio che percorre confini geografici e interiori, con tappe che includono la Siriala Palestinale città del Golfo Persicola Florida e l’Africa occidentale.

Vazzoler definisce il lavoro come un «manifesto personale» e parla di un «doppio esordio» perché l’opera esce in due formati complementari: la pagina scritta e la registrazione musicale. L’idea guida è chiara: restituire alla musica classica la sua funzione originaria di colonna sonora della vita, portandola fuori dai palchi e dalle sale da concerto per farla risuonare in contesti quotidiani come ospedali, spiagge, boschi e boutique. «C’è un tempo per l’interpretazione e un tempo per la rivelazione. Il mio è arrivato», dichiara l’autrice.

Contesto editoriale, tecnico e culturale

Il volume è pubblicato nella collana Echi di musica da Florestano Edizioniche con questo titolo ribadisce la propria attenzione verso progetti di divulgazione musicale. L’editrice Roberta Magarelli sottolinea come l’opera rappresenti la volontà di rendere accessibile la conoscenza della musica al di là degli ambienti specialistici, mettendo in luce il valore di conoscere la storia e il contesto di composizioni che vanno dal Cinquecento ai giorni nostri.

Dal punto di vista tecnico, il libro conta 280 pagine in brossura, è in commercio dal 31 maggio 2026ha un prezzo di copertina di 20,00 Euro e il codice EAN 9791282085281. Sul versante discografico, l’album collegato è pubblicato dall’etichetta AlfaMusic nello stesso anno.

La dimensione performativa e sociale

La carriera di Giulia Vazzoler combina attività concertistica internazionale e impegno sociale: oltre all’insegnamento in Conservatorio, la sua esperienza include esibizioni in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Africa, nonché interventi in contesti umanitari come campi profughi e zone di guerra. Questi incontri con realtà estreme hanno influenzato il tono del libro e la scelta di portare la musica in spazi non convenzionali. Vazzoler afferma che la formazione tecnica, seppure imprescindibile, non deve oscurare la dimensione emotiva: «La mia formazione è stata un voto alla perfezione tecnica… ma rischia di farci dimenticare il motivo per cui abbiamo iniziato: l’emozione».

Produzione audiovisiva e presenza mediatica

Il progetto è stato raccontato anche attraverso il programma condotto dall’autrice e prodotto per la televisione locale: la produzione televisiva è firmata da Televenezia con il produttore esecutivo Angelo Forestanla responsabile di produzione Eva Margolo e il direttore della fotografia Fulvio Pastrello. I profili social sono gestiti da Gioia Viscovo e Nicolò Russoche seguono la diffusione del progetto cross-mediale e le attività promozionali.

La dimensione pubblica dell’iniziativa rafforza l’intento dichiarato dall’autrice di «non nascondersi dietro allo strumento» ma di mettersi in gioco come interprete e narratrice. L’opera si propone come ponte tra il pubblico dei conservatori e un pubblico più ampio, offrendo sia chiavi di lettura storiche sulle opere sia un racconto intimo che esplora fragilità, famiglia e amori.

Impatto e dichiarazioni

Secondo Vazzoler, Per Elisa non è «un semplice progetto di divulgazione» ma «un invito a sentire», pensato per arrivare all’emotività del lettore e dell’ascoltatore senza passare esclusivamente dalla ragione. L’approccio mira a restituire alla musica classica un ruolo vitale e terreno, rifiutando la stereotipia dell’arte «da museo» per favorire una fruizione più diretta e universale: «La bellezza non va confinata, va liberata».

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