9 Settembre 2026 ☁ 24° Allerta arancione · temporali · fino 10 Settembre 01:59

Ransomware nel settore sanitario: crescono gli attacchi ai fornitori

I gruppi ransomware stanno cambiando strategia e puntano sempre di più alla filiera sanitaria. Scopri perché questo rappresenta una minaccia crescente per il settore e come proteggersi.

Ransomware nel settore sanitario: crescono gli attacchi ai fornitori

Nel primo semestre del 2026, i gruppi ransomware hanno colpito il settore sanitario con 410 attacchi. Una tendenza preoccupante emerge: mentre gli attacchi contro ospedali e cliniche sono aumentati solo del 3%, quelli contro la filiera sanitaria sono cresciuti del 35%. Questo cambiamento strategico sta mettendo a rischio la continuità operativa di un intero settore.

La filiera sanitaria nel mirino

I criminali informatici stanno sempre più spesso prendendo di mira i fornitori tecnologici, i produttori, le società di fatturazione e i distributori farmaceutici. Questi attori della filiera sanitaria spesso hanno difese meno strutturate rispetto ai grandi centri ospedalieri, rendendoli bersagli più facili. Colpire uno di questi nodi può interrompere consegne, pagamenti, approvvigionamento di farmaci e accesso ai dati di numerose strutture attraverso una sola compromissione.

I numeri degli attacchi

Nel primo semestre del 2026, sono stati registrati 247 attacchi contro fornitori di cure e 163 contro aziende della filiera. I rivenditori di dispositivi medici e i grossisti farmaceutici hanno registrato un incremento del 67%, seguiti dai produttori con il 36% e dalle aziende tecnologiche sanitarie con il 12%. Questi dati evidenziano come i criminali stiano attribuendo quasi lo stesso valore ai dati dei fornitori e dei grossisti rispetto a quelli ospedalieri.

I gruppi ransomware più attivi

Tra i gruppi osservati, Qilin è risultato il più attivo contro gli erogatori di cure, con 41 rivendicazioni e otto incidenti confermati. The Gentlemen è apparso su entrambi i fronti, mentre DragonForce ha guidato le rivendicazioni contro le aziende della filiera. Soltanto 77 dei 410 casi sono stati verificati, con violazioni confermate che hanno coinvolto almeno 424.740 record presso le strutture assistenziali e altri 154.825 presso le imprese collegate.

Le richieste economiche

Le richieste economiche dei criminali informatici stanno diventando sempre più simili per entrambi i tipi di vittime. La mediana è stata di 310.000 dollari per gli erogatori di cure e di 300.000 dollari per le imprese. Un esempio significativo è il caso Unimed, una società tedesca di fatturazione, dove il tentativo di cifratura è fallito, ma circa 135.000 pazienti hanno comunque dovuto essere informati della sottrazione dei dati.

La situazione a livello globale

Gli Stati Uniti concentrano 225 episodi, con una diminuzione del 7% degli attacchi alle strutture sanitarie e un aumento dell’11% contro le aziende. In India, gli incidenti rivolti agli erogatori di cure sono aumentati di otto volte, partendo però da una base contenuta. In Canada, la crescita ha raggiunto l’83%. Questi dati evidenziano come la minaccia sia globale e in continua evoluzione.

La situazione è ulteriormente complicata dai tempi in cui emergono gli attacchi: 333 episodi rimangono non confermati e alcune organizzazioni stanno ancora notificando violazioni avvenute mesi prima. Nove dei dieci attacchi più estesi del semestre risalgono al primo trimestre. Per ospedali e aziende sanitarie, il rischio di terze parti non può quindi essere valutato soltanto attraverso backup e continuità operativa. Fatturatori, grossisti e produttori possono custodire dati sensibili o sostenere processi essenziali, diventando un punto d’ingresso capace di propagare l’impatto lungo l’intera catena.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Venezia adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 34 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Settembre