La Regione Veneto ha preso una decisione importante che riguarda migliaia di automobilisti. Con una delibera approvata dalla giunta regionale, guidata dal presidente Alberto Stefani, si avvia l’iter per sospendere il blocco delle auto diesel Euro 5 previsto dal 1 ottobre 2026. Una scelta che mira a bilanciare la necessità di tutelare l’ambiente con quella di non gravare eccessivamente sulle famiglie e sui lavoratori.
La decisione è stata motivata dalla volontà di evitare disagi a chi non può permettersi di acquistare un’auto nuova. Stefani ha sottolineato che è inaccettabile impedire a tanti veneti di recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola solo per motivi economici. Il provvedimento, che attua il decreto-legge 73 del 2026, passerà ora all’esame del Consiglio regionale.
Le misure alternative per ridurre l’inquinamento
Per compensare la mancata sospensione delle auto diesel Euro 5, la Regione Veneto ha messo a punto un pacchetto di misure alternative. Secondo le stime, queste soluzioni potrebbero addirittura garantire una riduzione degli inquinanti superiore a quella ottenuta fermando i motori diesel. Le misure principali includono:
Divieto di utilizzo degli impianti di riscaldamento a biomassa
Una delle prime misure riguarda l’estensione del divieto di utilizzo degli impianti di riscaldamento a biomassa nei giorni in cui scatta l’allerta arancione o rossa per i superamenti di polveri sottili (Pm10). Questo intervento punta su una delle fonti di inquinamento più sottovalutate, soprattutto nei mesi invernali.
Smart working obbligatorio per i dipendenti pubblici
In caso di allarme inquinamento, stimato in circa venti giorni all’anno, scatterà lo smart working obbligatorio per tutti i dipendenti degli enti pubblici, con la sola eccezione del personale impiegato in servizi essenziali non remotizzabili. Questa misura mira a ridurre gli spostamenti e,
Lavaggio invernale delle strade
Poiché l’unico sistema naturale per abbattere le polveri è la pioggia, in sua assenza si interverrà artificialmente attraverso il lavaggio delle strade durante tutto l’inverno. La Regione sta valutando un contributo economico ai Comuni per sostenere le spese di questa operazione.
Nuovi bonus per incentivare la transizione ecologica
Oltre alle misure di contenimento, la giunta regionale ha previsto incentivi concreti per chi vuole fare un passo verso veicoli meno inquinanti senza essere costretto a comprare un’auto nuova. Tra i provvedimenti allo studio spicca un bando da 3 milioni di euro per finanziare la trasformazione dei veicoli diesel Euro 5 in sistemi dual-fuel (gasolio e gas).
Altre misure includono l’estensione dei bandi per il rinnovo delle flotte aziendali e, a partire dall’ottobre, l’introduzione del sistema Move-in per il monitoraggio chilometrico dei veicoli più inquinanti. Questo sistema, già adottato in Lombardia, permette di continuare a circolare entro un tetto massimo di chilometri annui anche con veicoli soggetti alle limitazioni.
La Regione Veneto ha così trovato un equilibrio tra la necessità di tutelare l’ambiente e quella di non gravare eccessivamente sulle famiglie e sui lavoratori. Una scelta che potrebbe fare scuola anche in altre regioni italiane.



