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Siccità nel Delta del Po: portate record basse e cuneo salino minaccia le coltivazioni

Il Delta del Po è in crisi idrica: i fiumi Po e Adige registrano portate eccezionalmente basse, con gravi conseguenze per l'agricoltura locale. Scopri di più su questa emergenza.

Siccità nel Delta del Po: portate record basse e cuneo salino minaccia le coltivazioni

Il Delta del Po sta affrontando una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni. Da circa un mese, il fiume Po registra portate costantemente sotto i 300 metri cubi al secondo, mentre l’Adige ha visto un crollo repentino della sua portata, scendendo a soli 50 metri cubi al secondo. Questa situazione sta mettendo in ginocchio l’agricoltura locale, con gravi ripercussioni economiche e ambientali.

La crisi idrica è stata aggravata dalla risalita del cuneo salino che ha reso l’acqua non più utilizzabile per l’irrigazione in ampie porzioni del territorio. Il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha dovuto sospendere tutte le derivazioni e chiudere le prese irrigue che alimentano direttamente i territori di Rosolina e Sant’Anna di Chioggia.

La situazione del fiume Po

Il fiume Po, uno dei più importanti d’Italia, sta attraversando un periodo di grave carenza idrica. La portata registrata al misuratore di Pontelagoscuro è stabilmente sotto i 300 metri cubi al secondo, lontana dai 450 metri cubi al secondo necessari al funzionamento delle barriere antisale sul Po di Donzella e sul Po di Tolle. Il cuneo salino è risalito per oltre 20 chilometri nell’entroterra, causando la chiusura di diverse derivazioni irrigue da giorni.

La situazione è critica anche per l’agricoltura, con molte coltivazioni che dipendono dall’acqua del Po per sopravvivere. Il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha comunicato la decisione di sospendere le derivazioni a scopo irriguo, causando gravi danni e disagi agli agricoltori locali.

La crisi dell’Adige e le misure della Regione

Anche il fiume Adige sta registrando portate eccezionalmente basse. Al misuratore di Boara Pisani, la portata si attesta intorno ai 50 metri cubi al secondo, ben al di sotto della soglia di 80 metri cubi al secondo sotto la quale la barriera antisale tra Chioggia e Rosolina perde efficacia. Con valori di salinità ampiamente superiori alla soglia di tolleranza per l’irrigazione, il Consorzio ha sospeso tutte le derivazioni e chiuso le prese irrigue che alimentano direttamente i territori di Rosolina e Sant’Anna di Chioggia.

La Regione Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza regionale con l’Ordinanza del Presidente n. 72 e ha attivato una task force tecnico-scientifica per definire le azioni di breve e medio periodo a tutela dell’approvvigionamento idropotabile e irriguo. La Regione sta anche portando avanti un piano di investimenti strutturali per rendere il sistema idrico veneto più resiliente.

Le misure emergenziali

Nel corso dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali è stato deciso il passaggio dal livello di severità idrica bassa a quello media, con un ulteriore rafforzamento del monitoraggio e delle prescrizioni per tutti gli utilizzatori. Le valutazioni tecniche condivise indicano come indispensabile mantenere sull’Adige una portata non inferiore a 140 metri cubi al secondo a Ponte San Lorenzo e garantire almeno 80 metri cubi al secondo a Boara Pisani, condizioni necessarie per contenere l’avanzata del cuneo salino e assicurare il funzionamento degli impianti di desalinizzazione.

Le aziende agricole sono state invitate a rispettare rigorosamente le turnazioni irrigue disposte dal proprio Consorzio di bonifica e a consultare periodicamente i siti e i canali del proprio Consorzio di bonifica per le mappe aggiornate delle aree interessate da limitazioni. È fondamentale segnalare tempestivamente eventuali danni o mancate rese riconducibili alla crisi idrica, utili anche in vista di richieste di stato di calamità o di misure di sostegno.

La situazione rimane critica, ma le autorità stanno lavorando per mitigare gli effetti della siccità e proteggere le coltivazioni locali. Le prossime ore e settimane saranno decisive per capire l’evoluzione della crisi idrica nel Delta del Po.

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